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soggettive
Eclissi
a Roma: cos'è, cosa si è visto e cosa non si è notato
Il 29 Marzo 2006, a Roma come in tutta Italia (in realtà in un'area molto
più vasta, dall'Atlantico alla Mongolia passando per Brasile, Nigeria, Mali,
Libia, Egitto, Turchia etc.) si è potuta osservare una eclissi di Sole.
Io mi trovavo in ufficio, non per niente l'evento si è svolto tra le 11:30 e
le 13:30 circa di un giorno feriale, per cui come tutti i comuni lavoratori,
stavo svolgendo le mie mansioni. Ma parte del mio interesse (e del mio
cuore: altrimenti non mi sarei preso anni fa una laurea in Fisica con
indirizzo Astrofisico-Cosmologico) era proiettata fuori dai grandi
finestroni della mia stanza e rivolta verso il cielo.
Non era la prima eclissi cui assistevo: ricordo che la primissima avvenne
nel 1977 (mi pare). Frequentavo le elementari e mi ricordo tutta la fatica
che aveva fatto il nostro maestro per annerire un vetro per farci osservare
il Sole che veniva ricoperto dalla Luna. Ne capii relativamente poco, ma
quelle immagini mi sono restate assolutamente vivide nella memoria fino ad
oggi. Poi, col tempo, ho osservato altre eclissi, purtroppo sempre parziali,
fino a quella di questi giorni. Un evento sempre affascinante, anche se
perfettamente spiegabile e documentato da parte degli esperti.
Ciò che non mi aspettavo era la reazione della gente normale, nel caso
specifico i miei colleghi. Gran parte di loro non sapeva nulla dell'evento,
e questo passi: sono informatici, non astrofisici, ma quelli che
sapevano.... sapevano poco e male.
La maggior parte di loro, durante la fase di massimo dell'evento, mi vedeva
col naso all'insù e cercava di imitarmi commentando immancabilmente: “Non si
vede niente”, andandosene delusi e quasi deridendo quel “povero scemo” che
restava col naso per aria. Invece, poveri ignoranti (nel senso che non
conoscevano i dettagli), il fenomeno si vedeva, eccome!
Altri, più masochisti, provavano ad imitarmi ed osservare con attenzione la
nostra stella ad occhio nudo. A quel punto sono toccava a me a fermarli
(altra forma di ignoranza, ma anche più pericolosa). IO posso permettermi il
lusso di osservare (è la terza o quarta) un'eclissi ad occhio nudo
perché tanti anni fa ho imparato la tecnica (difficile, tra l'altro) per
effettuare l'operazione senza rovinare permanentemente la retina
dell'occhio, loro no...
In compenso, gran parte di coloro che non ricadevano nelle categorie sopra
indicate, si sono rivelati assolutamente ignoranti di cosa fosse il fenomeno
che stava accadendo sotto (anzi sopra, direi) i nostri occhi. Sembra
assurdo, ma ancora oggi molta gente non sa cosa sia un evento semplice e
frequente come un'eclissi di Sole. A questo punto ho deciso di scrivere due
note per rendere chiaro a tutti (informati e non) cosa ci si dovesse
aspettare dallo spettacolo naturale avvenuto quel giorno e, in pratica, cosa
si siano persi.
L'eclissi è un evento non raro (dalle due alle cinque all'anno), ma spesso
visibile solo dagli oceani. Oggi, con le nostre conoscenze
tecnico-scientifiche, non è un fenomeno particolarmente preoccupante ma, al
contrario, molto semplice da spiegare e da prevedere, ma sempre affascinante
per i normali cittadini non addetti ai lavori. Eppure nel nostro passato
nemmeno tanto lontano, ossia fino all'epoca moderna ed ai contributi di
Galileo e Keplero, è stata fonte di superstizione, paura, panico e, persino,
la fine di una guerra tra Persia e Lidia (era il 28 Maggio del 584 a.C.) a
causa del terrore indotto nei soldati. E' vero che la loro periodicità era
stata studiata e calcolata già dai tempi dei Greci (in realtà, i Cinesi ci
erano arrivati quasi mezzo millennio prima), ma per la popolazione non
acculturata del tempo vedere il giorno che diventava notte era fonte di
panico superstizioso. E per gli astronomi-astrologi fonte di grandissimo
potere....
In realtà, l'eclissi è un fenomeno tanto semplice quanto spettacolare. Tutto
deriva dalla Luna. La Terra è fortunata ad avere accanto questo corpo
celeste di una dimensione tale da non essere un vero e proprio satellite
(ossia non così piccolo da non provocare effetti di sorta sul nostro
pianeta, come quelli geostazionari che abbiamo lanciato in orbita), ma
neanche così grande da rendere il nostro un sistema binario vero e proprio,
ossia da fare in modo che il sistema Terra-Luna ruoti attorno ad un punto al
di fuori di uno dei corpi celesti. Il centro di rotazione del sistema si
trova a 4700km dal centro della Terra (che ha un raggio di circa 6373km),
ovvero ancora all'interno del nostro pianeta (che pertanto non “ruota”
attorno al centro, ma “oscilla”), per cui si può parlare della Luna come di
un “satellite” ma anche di una “compagna”. In ogni caso, la sua dimensione
(1237km di raggio) e la sua distanza media (384000km) fanno sì che dal
nostro pianeta il disco lunare sia ampio, approssimativamente, mezzo grado
d'arco (ovvero: se suddividiamo l'intera volta celeste che attornia la Terra
in 360°, la porzione di cielo tra est ed ovest o tra nord e sud è pari a
180° e la Luna è ampia 0,5°).
Il Sole, a sua volta, distando in media 150 milioni di chilometri ed avendo
un raggio medio di circa 696000km, appare alla nostra vista come un oggetto
ampio... mezzo grado d'arco! Non fatevi trarre in inganno dalla sua
luminosità: se lo osservate in un giorno di foschia, quando l'intensità
della luce emessa è diminuita dall'atmosfera addensata, si nota che il suo
disco non è, poi, tanto grande. Infatti ha le stesse dimensioni (più o meno,
anzi leggermente meno) di quello lunare.
I moti di rotazione dei sistemi Terra-Luna e Terra-Sole non sono complanari,
ovvero non avvengono entrambi sullo stesso piano, ma “oscillano” tra di
loro. Capita, pertanto, che solo in condizioni particolari si trovino in
asse e se in quel momento la Luna si trova nella fase detta di novilunio
(ovvero esattamente di fronte alla Terra sulla traiettoria dei raggi solari
indirizzati al nostro pianeta), non può che intercettare la luce della
stella e proiettare la sua ombra verso di noi. A quel punto, nelle zone
fortunate in cui cade tale ombra, potremo assistere al progressivo passaggio
di un corpo scuro, e pertanto non visibile di giorno, di fronte al Sole che,
via via, ridurrà progressivamente il suo disco ad una falce sempre più
piccola fino, nelle zone di massimo dell'effetto, a sparire del tutto
ricreando per qualche minuto la notte più profonda (dato che tutti i suoi
raggi sono stati intercettati e non raggiungono la Terra: in fondo la notte
avviene lo stesso fenomeno; è la Terra stessa, girandosi dal lato opposto
rispetto al Sole a frapporsi tra la stella e l'osservatore...).
Dato che le dimensioni dei “dischi” in gioco sono praticamente uguali, è
chiaro che solo poche zone fortunate sono in grado di osservare il fenomeno
nella sua interezza; basta spostarsi di poche centinaia di chilometri che la
posizione apparente dei due oggetti in cielo cambia e, pertanto, la
sovrapposizione diviene solo parziale. Come è avvenuto ieri in Italia.
A Roma la copertura del Sole è stata di circa il 60%, con la Luna che è
transitata oscurando l'emisfero inferiore della nostra stella. Ciò ha
portato ad un effetto bello da vedersi per chi si è procurato appositi
filtri di osservazione (attenzione: MAI osservare il Sole direttamente o
tramite binocoli senza protezioni di altissimo assorbimento se non si è più
che esperti: si rischiano danni permanenti alla retina dell'occhio e persino
la cecità totale!), ma sostanzialmente nullo per il cittadino comune. Si è
registrato un calo di circa il 60% dell'emissione solare, ma nessuno, in
pratica, se ne è accorto. Perché?
L'eclissi è “spettacolare” solo se il Sole viene coperto per almeno il 90%
circa, e ciò a causa della conformazione dell'occhio umano. Infatti il
nostro organo visivo non è in grado di osservare variazioni lineari di
luminosità, ma solo logaritmiche. Che significa? Facciamo un esempio: per
farci apparire un oggetto luminoso la metà di un altro, nella realtà,
dobbiamo fare in modo che la sua emissione sia circa il 10% di quello di
confronto, per farcelo sembrare un terzo deve essere circa l'1%, per farcelo
sembrare un quarto deve essere circa l'un per mille e così via. Le cellule
della nostra retina, infatti, sono molto sensibili alla forma degli oggetti
la cui luce attraversa l'occhio, ma non all'intensità luminosa. Il risultato
di questa “specializzazione” della nostra retina fa sì che osserviamo il
mondo luminoso con le leggi descritte sopra. Noi ci siamo talmente abituati
da non rendercene conto, ma tutti i giorni siamo testimoni di questa
capacità. L'alba ed il tramonto, per fare un esempio, denotano un incremento
(o decremento) della luminosità quasi lineare. Eppure, soprattutto in
giornate molto terse o in alta montagna, si dice che “ci ha sorpresi
l'alba”, ovvero che la luce è “scoppiata” all'improvviso. E' semplicemente
la capacità di visione del nostro occhio. Fino ad un certo limite la
differenza di luminosità è quasi impercettibile, poi scatta quella soglia e
si innesca il meccanismo descritto in precedenza. La riduzione di un 60%
dell'emissione solare non è significativa per il nostro occhio e, pertanto,
quasi invisibile.
Eppure l'effetto dell'eclissi di Sole è sempre affascinante e ci dimostra in
quale splendida natura viviamo. Se solo fossimo un po' più attenti a ciò che
ci circonda osserveremmo meraviglie quasi ogni giorno.
flavio