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lunedì 15 novembre 2010

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                           soggettive

Egr. Arch. Meier,

non si può dire che il suo lavoro a Roma sia passato inosservato e questo credo faccia piacere a tutti.

La sia teca sembrerebbe avere quel raro dono di non lasciare indifferenti, ma di più, una qualità di intrinseco estremismo: o piace molto o non piace affatto.

E anche vero che questo è di tutte le opere che esprimono nettamente il senso del nuovo e la cosa è amplificata dal particolare carattere dei romani che del nuovo tutto sommato hanno un po' paura. Sapesse le resistenze ad una cosa palesemente utile come la metro sotto casa...

 

A me la sua teca piace molto, fin da quando sono venuta ad una visita di cantiere. Ma a lavori ultimati... ah...

In questi giorni il piacere ha trovato un'altra motivazione: un amico commentava un certo mio excursus a proposito del vecchio Porto di Ripetta, ne tesseva le lodi, condivideva tutto il mio lavoro con unica eccezione: alla fine dell'articolo di cui mi permetto di allegare il link, dico della "bella teca di Meier", definizione che ha scatenato le ire dell'amico in questione.

Così, parlandone per difendere la teca, mi sono accorta che stavo raccontando di una mia sensazione segreta: la sua teca mi piace perchè io la vedo anche come una nave. Le vetrate segnate orizzontalmente da piani sottili mi ricordano i ponti delle navi che prendo spesso perchè amo viaggiare per mare. Ma la certezza che la teca ai miei occhi fosse nave, me l'aveva data la "cupola" della sala convegni quando sono stata sulla terrazza: è un comignolo, nascosto, segreto, visibile solo da via del corso ma comignolo. Una nave senza prua e senza poppa, una nave nascosta, in questo senso, una nave che si rivela a chi vuole vederla.

Avendo studiato architettura, sono abbastanza certa di riconoscere nel suo segno, un ricordo di Mies Van Der Rohe e di F.L.Wright.

Ma mi chiedo se lei non abbia anche sognato le navi lente del Mississippi, mi chiedo se il Tevere e il vecchio Porto di Ripetta non abbiano suggerito segni di ponti leggeri e di un comignolo. Chissà...

Ad ogni modo io questo ho sognato, l'ho detto all'amico che ha ammesso di non aver mai considerato la teca da questo punto di vista.

Mi sembra giusto dirlo anche a lei.

Grazie per la mia nave.

 

angela :)

 


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