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25.09.2006 

 

 

 

                                                                                                          soggettive

 

ER SALUTO DER POVETA
ALLA REDAZZIONE


 

 

 

 

 


“L’estate è già fenita” cantava na canzone
E se riprenne, mo, a lavorare.
La scola se riapre, “assai gradita”,
per lo studente che nun vò studiare.

L’impiegato torna ar tavolino,
Er macellaro squarta i mezzi bovi,
Riopre er fornaro, li vicino,
E quello che te serve mo lo trovi.

Le machine t’appesteno de fumo.
Er tempo che nun sa quello che vole.
L’incidente:”si scegno io te sdrumo”.
Er turista che gode l’urtimo sole.

Mo che Roma s’era appennicata
Nella calura, sotto ar solleone,
De botto, se ritrova arisvejata,
Pe ripijà l’eterna sua funzione.

Allora sai che famo, fij belli?
Tocca che dovemo lavorà.
Aripijamo li nostri giocarelli
Che sto giornale poi, ricconterà.

 

enrico maria felici
 


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