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                                                                                                     c'era una volta

Er tranve

Si chiamava " er tranve" "er tranvetto" "a' circolare" " a litturina" insomma come la chiamavi la chiamavi sempre una metropolitana in superficie era.

Negli anni '50 e fino ai primi '60, la rete tranviaria a Roma non subisce ancora la forte concorrenza dell'automobile. Il Tram era un comodo e "romantico" mezzo di trasporto urbano che permetteva di spostarsi relativamente presto da una parte all'altra della cittą.

Tuttavia pił tardi le voci cominciarono ad alzarsi sempre pił  minacciose per chiedere la soppressione delle linee tranviarie.
Anche secondo l'ATAC al pił presto i vecchi e sferraglianti tram
dovevano lasciare spazio ai veloci e moderni bus.
Il problema poteva essere facilmente risolto creando corsie riservate
ai Tram e solo pił tardi si capirą dell'errore fatto sacrificando il tram ai "dio automobile" e all'arricchimento personale di certi politici in conflitto d'interessi e sempre pił insensibili agli umori del proprio elettorato.

Ma il Tram a Roma non č stato solo Atac. Nel panorama romano esisteva
una comoda rete tranviaria interurbana chiamata STEFER, che collegava i
principali centri dei "Castelli Romani" (Albano Velletri.....) e una bellissima linea urbana che collegava Termini- Cinecittą ( da Via Amendola, davanti alla casa del passeggero, e passando per via Appia Nuova tutto il

Quadraro fino agli stabilimenti del cinema dove con un ring, dopo la sosta, tornava indietro. E Termini-Capannelle (con capolinea di fronte all' Ippodromo) con uno svincolo-capolinea in Via Eurialo, praticamente dove finiva la periferia del quartiere S. Giovanni.

Nel 1978 fu soppressa la linea dei Castelli e l'ultima corsa urbana venne salutata dai romani nel febbraio del 1980.

La miope politica dei trasporti Urbani era sempre pił tesa ad ostacolare la rotaia e le lobby dei motori vedevano sempre meno di buon'occhio il Tram. Alla linea saranno inferte varie ferite: diverse deviazioni del percorso originale per far posto ai lavori lentissimi della metro A . Tuttavia la Stefer tenne duro e i Tram blu continuarono a sferragliare nella cittą per altri 20
anni dall'inizio dei lavori della metropolitana.

La smantellata sede stradale, invece, della linea di Capannelle e verso Albano, resterą per lunghi anni ricettacolo di "mondezza" e di rifiuti di ogni tipo. Oggi, benché ristrutturata, con ampi parcheggi al centro, al posto delle rotaie, avrebbe potuto essere, con vetture ultra moderne, un'ottima metropolitana di superficie che avrebbe abbattuto gran parte del traffico
privato.
.
L'ultima partenza della "litturina" avvenne dal capolinea di Cinecittą nel febbraio del 1980, quasi in concomitanza con l'entrata in vigore della metropolitana. Una folla di appassionati con tanta simpatia vogliono
salutare un pezzo di storia che se ne va in molti sono assiepati lungo la strada per vedere l'ultima corsa, ed anche il Tram č pieno. Arriva al
capolinea di Via Amendola per l'ultima volta in un clima di festa e nostalgia e non sono mancate le foto di rito.

La "litturina" riparte strapiena per il deposito dell'Alberone. Il passaparola ha fatto accorrere una gran quantitą di persone davanti all'entrata tutti vogliono salutare l'ultimo viaggio della "litturina" e la nostalgia č tanta.

I Tram azzurri erano diventati parte integrante della cittą, il mezzo col quale si andava a lavorare in centro. I pił vecchi ricordano ancora le corse per i Castelli con i tram a due piani. Si era chiusa un epoca salutata con

nostalgia dalla gente comune.

In via Appia Nuova da S.Giovanni a scendere a sud era protetto da ringhiere con passaggi aperti ad ogni traversa per far si che le automobili ( poche allora) potessero attraversare i binari e girare intorno al quartiere.e si sentiva spesso il dleng- dleng del tram che avvisava  i conducenti delle macchine di stare attenti al traversamento.
 

E quando succedeva un tamponamento si radunava un sacco di gente a farsi i fatti degli altri, e cosi scendeva il manovratore e discuteva animatamente con l'automobilista, " ma che sei ceco" strillava l'automobilista, nun lo vedi che sto'a passa'! - e chi sei aoo' nu' lo sai che cio' a' precedenza?- rispondeva l'altro.fino a che dal mucchio di gente usciva una voce che diceva ..cia' ragione er bassetto- indicando il tranviere.." -a chi hai detto bassetto a' scemo"- e cosi'si metteva a litigare anche coi passanti.

Questi siparietti continuavano fino allo sfollamento della gente che se ne tornava a casa.

Noi fanciulli giocavamo con il tram come fosse un grosso giocattolo,

mettevamo le lattine delle bibite sopra le rotaie e aspettavamo che passasse il tram affinché la lattina era pronta e pressata per giocare a pista, e anche le famose " cartatucce " che messe sui binari davano uno scoppiettio assordante, come un tric-trac sotto capodanno, accompagnate dalle imprecazioni del conducente e delle vecchiette sul tram....
questo era il nostro divertimento.

E quando si saliva per andare chissą dove, il fattorino ci guardava con aria
minacciosa fino a che non avevamo fatto il biglietto,- andate avanti

ripeteva - ma tutti erano fermi sulla piattaforma per cercare di non spendere le 20 lire del biglietto.
A volte si bluffava dicendo di scendere a via Eurialo per non pagare di pił per Cinecitta' ma il fattorino ti riconosceva...- devi da' scenne- hai detto via Eurialo- se no' paghi er supplemento-

E quando vedevamo gente attaccata ai respingenti del tram per non pagare, facevamo la spia al manovratore  con dei cenni con la mano, e quello fermava il tram e li faceva scendere ...e noi a ridere, con le parolacce di quella povera gente che non aveva neanche le lire per pagarsi
la corsa.
ciao UBALDO detto DUCCIO
 

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