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                                                                                              la città del cinema

Cinema Farnese: ricordi d'autore

Riapre il cinema Farnese a Campo de' Fiori. E per l'occasione stamattina proiezione di "Campo de' Fiori" con gli indimenticabili Anna Magnani e Aldo Fabrizi ma anche i ricordi e i commenti su questo cinema e sul cinema a roma di tre autorevoli amici: Gianno Borgna, Ettore Scola, Walter Veltroni.

 

Gianni Borgna: ci sono state al Farnese occasioni allegre e occasioni tristi. Ricordo di aver parlato proprio qui davanti in occasione dei funerali di Pier Paolo Pasolini ed era un giorno triste; però ricordo qualche anno prima di aver partecipato a serate divertentissima quando in questo cinema si fece la prima retrospettiva dei film di Totò che rilanciò Totò; era morto nel 67 e la retrospettiva si teneva, se non ricordo male, nel '71 quando Totò non era ancora considerato un grande attore. Fu la prima occasione della rivalutazione con la partecipazione di centinaia di studenti, intellettuali , lavoratori, tutti appollaiati fino in galleria, tutta gente veramente divertita e appassionata.

 

Ettore Scola - Sono già venuto l'altro giorno a dire la soddisfazione per la riapertura di questa sala, era rimasta chiusa per più di due anni. Sono felice che un pidocchietto ritorni in vita, non più come pidocchietto ma come bomboniera. E' importante che il Farnese continui la sua programmazione non solo con i "Film di Natale" ma che abbia un disegno, un percorso. Rivedo volentieri stamattina questo "Campo de' Fiori" che avevo vista da ragazzino, non qui ma al Brancaccio perchè io non godevo del centro storico ma abitavo a piazza Vittorio e all'epoca non si trasmigrava da un rione all'altro. Questo fu un film importante perchè Rossellini decise di prendere gli artiusti di "Campo de' Fioroi, Magnani e Fabrizi, per "Roma città aperta" e quindi diede un segno di continuità tra quello che era il neorealismo e la voglia di divertimento che poi ha generato la commedia all'italiana; la commedia all'italiana è una forma di neorealismo che ha voglia di sorridere anche perchè i tempi stavano passando, la guerra era finita, i guasti e le maceria erano accantonati.

Per la sala, speriamo che ci sia una buona programmazione.

 

Walter Veltroni - Anche questa sala nasce come cinema teatro, come tante sale della città. Mi ricordo da ragazzino, vicino casa mia c'era una sala che adesso è diventata un Bingo, lasciamo perdere, che allora si chiama "La Fenice" dove venivamo portati a vedere il film e portati via durante la rivista perchè c'erano le ballerine che non era il caso di vedere. Questo era un luogo dove Renato Rascel, Aldo Fabrizi hanno fatto teatro. Poi è diventato un cinema e anche io come Gianni ho valanghe di ricordi. Negli anni '60 a Roma c'erano due grandi, per importanza, cinema d'essai dove si sono formate generazioni di appassionati di cinema ed erano il Farnese e il Nuovo olimpia, all'inizio c'era anche il Planetario che poi chiuse giustamente perchè non era una sala cinematografica, Qui sono passati ragazzi che hanno visto film che non si sarebbero visti fuori. Adesso si può andare in negozio a compre i film ma allora il film non lo si poteva "possedere", lo si poteva solo vedere e alcuni film o li vedevi qui o non li vedevi perchè certo la TV non faceva "Ordet" o i film di Lubitsch, qui vedevi "Nostra Signora de Turchi" che certo non passava in televisione. Erano cinema di qualità e qui verrà dato spazio all'enorme quantità di film girati a Roma. In questo cinema si fece, per esempio una rassegna sui film mitologici e il pubblico dialogava con la pellicola. Ci sono a Roma delle pagine fantastiche; me ne ricordo una che con Ettore ci siamo raccontati molte volte; alla Basilica di Massenzio quando Nicolini faceva i film mitologici c'erano migliaia di persone; una volta fecero in film di Maciste e c'era una sequenza in cui per dieci minuti Maciste aveva un serpente intorno al collo e si divincolava per cercare di liberarsi, la cosa andava avanti; a un certo punto di alzò un genio dal fondo che gli urlò: "Maciste, mozzicagli na chiappa" e l'idea che si potesse individuare quella parte anatomica è una cosa che solo un genio poteva pensare. Qui dentro c'è una leggenda che riguarda Giuliano Ferrara. Si racconta che in galleria, durante uno di questi film in cui Ercole o maciste, cadevano da 40 metri, si rialzavano, venivano ammazzati e si rialzavano, succedeva tutto quello che succedeva nei film mitologici, pare che Giuliano Ferrara si sia alzato e abbia detto "Se po fa" che è una cosa tipica, a Roma tutto se po fa'

 

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