07.03.2007
soggettive
In
ricordo di Federico Mandillo
Ricorre il
prossimo 9 marzo il quarto anniversario della morte di un grande uomo di
cultura , uno di quelli che non dovrebbero morire mai, forse non conosciuto
universalmente. Ho avuto il piacere e l’onore di conoscerlo e seguirlo
avendo fatto parte dell’associazione “ Alla scoperta di Roma “ da lui
fondata più di cinquant’anni fa ed ancora funzionante. Mi riferisco a
Federico Mandillo nato a Roma il 30 novembre del 1932 e deceduto il 9 marzo
del 2003. E’ stato una delle più illustri figure di conoscitore e
divulgatore del patrimonio storico culturale di Roma negli ultimi cinquanta
anni. Prestigioso giornalista dell’Ansa, specialista d’informazione
religiosa , ha affiancato, alla sua attività professionale, quella di
instancabile animatore di passeggiate romane, da lui chiamate “ scarpinate
“, seguite da appassionati e cultori d’arte, riuniti appunto
nell’associazione sopraccitata. L’appuntamento era per la seconda domenica
di ogni mese per ascoltare, passeggiando, una lezione d’arte sulle
meravigliose realtà che offre Roma, dall’antichità imperiale al barocco, di
cui Federico era un grande esperto. Queste scarpinate erano affollate dalla
presenza di circa 400 persone mediamente, affascinate ed affabulate
dall’eloquenza del nostro Federico bravo nell’illustrare ma ancor più nel
modo di esporre quello che illustrava da lasciare rapiti per l’interesse in
chi ascoltava. Per cinquanta anni Federico Mandillo ha fatto conoscere e
scoprire Roma,” insegnandola “ a generazioni di suoi abitanti ed amici,
guidandoli in scarpinate lungo le strade della città, illustrando storia ed
arte dei monumenti con quel reticolo finissimo di rimandi culturali che solo
Roma , unica al mondo, può vantare.
La cultura di Federico, la sua capacità di spaziare dalla religione
all’archeologia, dall’arte alla storia, l’abilità di far rivivere monumenti
e persone immortalate nell’opera d’arte o nei monumenti che illustrava,
spiccavano particolarmente nello straordinario contesto storico,
architettonico, ed artistico di Roma.
Il suo impegno era spinto solo da interesse culturale, non ricevendo
assolutamente compensi per questa sua attività, neanche il più modesto
rimborso spese. Per lui vi era solo la gioia e l’interesse di avere intorno
amici che corrispondessero al suo interesse culturale e lo condividessero.
Il giorno del decesso , Federico Mandillo aveva accompagnato i soci della
sua associazione ad una passeggiata-scarpinata che aveva avuto termine nel
Parco degli Acquedotti al quartiere Tuscolano alle ore 13 circa. Era una
meravigliosa giornata primaverile, limpida ed inondata di sole. Io lo
ricordo,in maniera indelebile, salire sopra un masso per farsi ascoltare
meglio, mentre io, stanco per la scarpinata, lo ascoltavo seduto su una
staccionata di legno. Il suo profilo si stagliava contro il cielo azzurro
con la mano in aria a porgere le sue parole. Di li’ a poche ore, il cielo
azzurro lo avrebbe rapito alla famiglia ed agli amici.
La morte lo ha colto nel momento della sua attività preferita , in mezzo a
chi gli voleva bene, come succede ai giusti ed ai grandi.
Noi lo piangiamo ancora e lo ricordiamo fraternamente come si ricorda un
grande, un grandissimo amico.
Ciao Federico.
massimo gacomozzi