28.12.2008
soggettive
Evviva
il nuovo anno
Sta per iniziare un nuovo anno e tutti si scambiano gli auguri perché il
prossimo sia migliore di quello passato.
Anche io ho fatto gli auguri ad un carissimo amico, che ha subito veramente
dei colpi immani dalla sfortuna nell’anno che sta per finire, perché per lui
il prossimo sia migliore e non può non esserlo dopo ciò che ha sopportato .
Ma molte altre cose mi hanno colpito nel profondo del cuore in questa fine
d’anno e tra queste quello che tutti abbiamo appena letto sui quotidiani. La
morte di una donna rumena insieme al suo bambino di tre anni bruciati nella
periferia romana in una baracca fatiscente ove avevano trovato riparo per la
loro povertà. Erano arrivati a Roma da tre giorni per trascorrere le feste
insieme al marito ed al padre , un muratore rumeno attualmente disoccupato
in Italia da sei anni. Sono senza parole e con le lacrime agli occhi.. La
colpa non è di Roma che non ha saputo accoglierli come avrebbe dovuto,
offrendo loro il minimo che una condizione civile richiederebbe, ma di una
sorte a cui giornalmente collaborano tutti quelli che dovrebbero evitare
queste cose. Che colpe può avere un bambino di tre anni.
Il mondo ha appena festeggiato solennemente con gioia la ricorrenza della
natività di un altro bambino , salvatore dell’umanità, ma dovrebbe anche
piangere lacrime amare per la morte di un innocente che non siamo riusciti a
salvare. E dovremmo tutti meditare per non essere estremamente attenti anche
a questi episodi che passano come cronaca per collaborare ad evitarli..
Diamo un rispettoso saluto a due poveri esseri uccisi da un mondo senza
pietà .
Cosa possiamo chiedere al nuovo anno, forse che migliorino i rapporti tra le
persone, che migliori la vita di tutti, ricchi e poveri, cittadini italiani,
comunitari e stranieri, che migliori la sanità e che non si debba attendere
mesi e mesi per fare una tac o una risonanza che si può fare immediatamente
se hai da spendere molti euro. Cosa chiediamo quindi soldi o salute?
Si riaccendono guerre guerreggiate in tante parti del mondo ove risuonano di
nuovo le armi.
Allora chiediamo la pace al nuovo anno. Ma a me sembra che non vi preveda
nulla di nuovo per il nuovo anno diversamente da ciò che stiamo lasciando.
Non li facciamo più gli auguri allora se questo è il mondo che ci troveremo
anche nel nuovo anno.
Non è neanche possibile abbandonarsi alla depressione . Non bisogna mai
smettere di combattere la sfortuna, la malasorte che può colpire chiunque di
noi, e dare una mano ed un parola di conforto a chi sta peggio di noi.
Questo è il messaggio e l’augurio che dobbiamo trasmettere sollecitando una
solidarietà che purtroppo spesso non si riesce a rendere generalizzata
espandendola al mondo intero.
Buon anno a tutti.
massimo