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giovedì 07 gennaio 2010

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                  c'era una volta

La fermata di via del Plebiscito

Caro Presidente Berlusconi,

come tanti cittadini romani mi chiedo come mai la sua nota sensibilità ai problemi degli italiani taccia da dieci giorni davanti al disagio portato dalla soppressione della fermata davanti alla sua residenza di Palazzo Grazioli.

Capisco che lei non prende un autobus da decenni; capisco anche che non possa conoscere tanto bene Roma da questo punto di vista. E quindi le faccio uno schemino sulla particolare importanza di quella fermata.

 

Come vede si tratta di un nodo di scambio: chi viene da via del Tritone e quindi dalla stazione Tiburtina, dai Parioli, da via Salaria, da Via Nomentana... insomma da quasi tutta la parte nord di Roma, al Plebiscito intercettava le linee che vanno al Vaticano (ma questo può succedere più avanti a Largo Argentina).

Ma se qualcuno dal Corso deve andare a piazza Venezia prima scendeva a via del Plebiscito, adesso può scendere all'ultima fermata del Corso, poco dopo Galleria Colonna e fare un tratto piuttosto lungo a piedi oppure scendere a largo Argentina e tornare indietro sempre a piedi.

Roma è bellissima ma a me stamattina, per dire, faceva male un piede.

 

Ma, davvero, presidente, al di là di qualunque riflessione sui nodi di scambio, sulle ottimizzazioni dei percorsi, sulla fluidità, il fatto che si sia soppressa una fermata dell'autobus, quegli autobus che tutti dovremmo usare di più per dare una mano al futuro del pianeta e dei nostri figli, che sia sia soppressa una fermata, dicevo, proprio perchè davanti casa sua non fa un bell'effetto e di sicuro non la aiuta a "sciogliere il clima di odio".

Non fa un bell'effetto la foto (birichina ma veritiera) del cartello "fermata soppressa" con lo sfondo della bandiera italiana che sventola dalla sua residenza.

Non credo che la sua sicurezza sia messa in pericolo da una fermata d'autobus. Qualcuno, glielo avranno riferito, si chiede perchè, se ci sono problemi di sicurezza, non va ad abitare a Palazzo Chigi come da diritto riconosciuto: posso capire che ognuno è libero di abitare dove, potendoselo permettere, meglio crede ma allora faccia in modo che la sua libertà e la sua sicurezza non rappresentino un disagio per i cittadini romani.

Grazie per l'attenzione.

 

angela cannizzaro :)

tessera atac intera rete, residente in centro storico, ovviamente di sinistra o, se preferisce il fascio di tutta l'erba, comunista


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