01.03.2009
for de porta
Una
domenica per riconquistare luoghi
sconosciuti della nostra Italia a piedi o in bici, ma soprattutto con la
voglia di scoprire
Una giornata per raccontare le ferrovie dimenticate
Testi, video, foto: un concorso di Italia Nostra e Repubblica.it
Raccontate le ferrovie dimenticate con uno scritto o un racconto,
l'occasione č domenica. La Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate,
organizzata da Italia Nostra, Societā Geografica italiana e Greenways, sotto
l'egida di Co. Mo. Do. (Comitato Mobilitā Dolce per il recupero delle tratte
dismesse) č alla seconda edizione. L'obiettivo č quello di riconvertire le
linee minori della rete italiana - molto interessanti sul piano
paesaggistico - al riutilizzo come percorsi di mobilitā alternativa, prima
di tutto per le biciclette.
La manifestazione prevede lo svolgimento di iniziative contemporanee in
tutta Italia: escursioni, trekking, inaugurazioni, convegni, mostre a tema.
L'elenco completo degli appuntamenti e dei contatti č consultabile sul sito
www.ferroviedimenticate.it .
Il concorso di Italia Nostra e Repubblica.it. In nome dell'educazione e
della conservazione al paesaggio, invitiamo ai lettori a scrivere un breve
racconto (massimo 6000 battute), mandare un video o una immagine. Il
regolamento completo e in premi in palio a questo link (pdf).
Il materiale va indirizzati a questo indirizzo:
paesaggisensibili@italianostra.org . Per tutte le informazioni, si puō
consultare anche il sito dell'associazione.
Scrive Italia Nostra: "Non saranno certo i biglietti omaggio per il treno
verde, i dvd, le opere che Tullio Pericoli ha dedicato alla campagna a
motivare i partecipanti. In gioco c'č la salvaguardia del patrimonio
culturale, artistico e paesaggistico".
Itinerari da suggerire.
Particolarmente ricco il programma di domenica nel Lazio. Sulla ferrovia
Civitavecchia-Orte vanno segnalate la visita guidata dalla stazione di
Corchiano, l'escursione in bici da Capranica a Vetralla e una passeggiata in
carrozza e a cavallo da Capranica Scalo a Barbarano Romano.
L'idea di una linea ferroviaria trasversale, che avrebbe collegato i porti
di Civitavecchia e Ancona passando per il polo industriale di Terni, nasce
nel 1870 in seguito alla costruzione delle acciaierie. Il progetto
definitivo, presentato nel 1907, prevedeva un innesto con la
Capranica-Ronciglione lato Roma.
I lavori cominciano nel 1922, al prezzo convenuto di 10.000 lire a
chilometro, per concludersi il 28 ottobre 1929, giorno in cui i 78
chilometri della Civitavecchia-Orte - binario unico non elettrificato -
vengono aperto al regolare traffico passeggeri e merci, abbelliti da
stazioni in stile liberty.
Nel 1936, dopo le prime locomotive a vapore, sulla linea appaiono le
littorine Breda, che assicurano il servizio per un pendolarismo di stampo
rurale, data l'assenza di strade. Colpita dalle bombe della seconda guerra
mondiale, la ferrovia viene ripristinata nel 1947, ma la concorrenza č in
agguato: il nuovo impulso dato dalla ricostruzione al trasporto su gomma.
Di conseguenza, sul tratto Civitavecchia-Capranica, i treni cederanno nel
1963 il posto agli autobus, che dal 1995 percorrono anche il secondo tratto,
il Capranica-Orte, che ha sostituito alla sua funzione principale la
vocazione di set cinematografico.
L'intera ferrovia Civitavecchia-Orte č tornata all'attenzione dello
Stato nel 2000, in seguito al suo inserimento fra le opere fondamentali di
sviluppo da parte del porto di Civitavecchia, ma anche per il suo
indiscutibile valore turistico. Nel 2005, la Regione Lazio ne ha chiesto la
cessione alle Fs e, due anni dopo, l'Unione Europea l'ha inserita nel
corridoio merci Berlino-Palermo.
E in Lombardia... Quanto sia ricco il programma, si capisce anche
guardando il programma della Lombardia. Leggete...
1) Escursione sulla tratta dismessa Milano Rogoredo-Chiaravalle
2) Escursione in bicicletta dalla stazione di Poggio Rusco alla stazione di
Ostiglia e incontro dibattito sul recupero delle ferrovie Verona-Bologna e
Treviso-Ostiglia
3) Iniziative alla stazione di Castiglione Olona, lungo la linea ferroviaria
della Valmorea
4) A piedi e in bici sulla vecchia ferrovia Malnate-Grandate: il treno a
piedi/il treno in versi
Mostra fotografica sul Treno BLU e sulla linea Palazzolo s/O - Paratico
5) Linea Rovato-Iseo-Pisogne - Treno speciale con littorina diesel d'epoca
6) Escursione guidata lungo il tratto Menaggio-Grandola della vecchia linea
Menaggio-Porlezza
7) Aperitivo all'ex-casello ed escursione lungo la ferrovia della Valmorea
(Va)
8) Escursione a piedi sul tracciato della ex-tramvia Como-Erba-Lecco, presso
Camnago (Co)
9) Il Sogno di un treno. Escursione sul percorso Varzi (Ponte Crenna) -
Bagnaria - Ponte Nizza - Cecima (Casa Cucchi)
10) Camminata sulla ex tratta ferroviaria Mantova - Peschiera
11) Il tram ad Albuzzano ed il treno a vapore
Piste ciclabili. La Finanziaria 2008, tramite un emendamento
presentato alla Camera dal deputato verde Bonelli, ha istituito presso il
Ministero dell'Ambiente un fondo di un milione di euro per ciascun anno dal
2007 al 2009 destinato al recupero di alcuni tracciati ferroviari in disuso
e per la loro trasformazione in piste ciclo-pedonali. Repubblica ne ha giā
scritto domenica. L'uso preferenziale delle ex-ferrovie come piste ciclabili
era giā stato considerato dalla legge 19 ottobre 1988 n. 366 sulla mobilitā
ciclabile.
L'attuazione del programma, nonché i criteri per le realizzazione dei
percorsi alternativi, sono devoluti allo stesso dicastero dell'Ambiente, di
concerto con quello per i Beni e le Attivitā Culturali e col Ministero dei
Trasporti.
Le principali tratte individuate dall'articolo 2 comma 343 della Finanziaria
2008 sono le seguenti: Voghera-Varzi (Lombardia), Ospedaletti-San Remo
(Liguria), Rimini-Novafeltria (Emilia Romagna), Treviso-Ostiglia (Veneto-Lombardia),
Fermo-Amandola (Marche), Spoleto-Norcia (Umbria), Roma-Paliano-Fiuggi,
Capranica-Civitavecchia (Lazio), Gioia del Colle-Palagiano (Puglia),
Lagonegro-Castrovillari (Basilicata-Calabria), Valle dell'Anapo (Sicilia),
San Gavino-Montevecchio.
Il disegno di legge per le ferrovie dimenticate definisce "mobilitā dolce"
le forme di mobilitā finalizzate alla fruizione dell'ambiente e del
paesaggio. La "rete nazionale" corrisponde proprio al sistema di percorsi
realizzati attraverso il recupero delle ferrovie in disuso, delle strade
rurali o di percorsi pedonali e mulattieri di rilevante interesse storico,
argini di fiumi, alzaie di canali, altri sentieri di pianura e montagna e
altre infrastrutture lineari, quali tronchi stradali carrozzabili dismessi o
in abbandono.
Tutte cose da scoprire domenica.
Vincenzo Foti per Repubblica.it