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16.10.2006 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                            la città del cinema

Lunedì 16 ottobre

C'era da aspettarselo, oggi c'è meno gente ma ci sono intere scolaresche.

E continuo a considerare tempo morto questa pausa tra la fine del primo e l'inizio del secondo film riservato alla stampa e agli accreditati anche se mi da il tempo di scrivere.

 

Almatriste - Mitico Virgo Mortessen, forse un po' meno mitico Enrico Lo Verso ma "giusto" nella parte del cattivo.

Come tutti i film storici, anche questo è uno scorcio sulla Spagna del 1600, quando Filippo regnava sul pianeta ed era, ovviamente attaccato da tutti, primi fra tutti i francesi. Per capirci, è lo stesso periodo dei Promessi Sposi, lo stesso periodo di Capitan Fracassa e dei carri dei comici che attraversavano l'Europa con la Commedia dell'Arte. Scenografia e costumi sono del tutto realistici e quindi sporchi. E sporca e schifosa e cruda è la guerra continua in cui è impegnato il capitano Almatriste-Mortessen. Bel film ma con qualcosa che lascia perplessi dal punto di vista narrativo: ad un certo punto non si sa dove vuole andare a parare, come se potesse non avere una fine,  come se non fosse chiaro  il filo dell'evento che si sta raccontando. E di fili, fra l'altro, ce ne sono più di uno: c'è il ragazzo che Almatriste non vorrebbe diventasse un soldato, c'è l'amore per la bellissima attrice, c'è l'amore fra i due giovani. E sopra a tutto c'è l'infinita guerra. Solo alla fine si capisce quella che sarà la conclusione della storia e della vicenda di Almatriste.

 

L'heritage - ulteriore conferma, se ancora ce ne fosse bisogno, che il cinema è conoscenza e che il mondo non vive per forza di cose secondo i nostri canoni occidentali e che sulle frontiere accadono cose sconcertanti. In un paesino della Georgia (ex Unione sovietica) c'è una faida tra due famiglie e adesso devono pareggiare i conti perchè c'è un morto in più da una delle due due parti. Così, per far finire tutto, il vecchio di una famiglia si rende disponibile a farsi ammazzare e la polizia è anche d'accordo. L'inizio della faida è meno surreale ma molto romantica: un giorno, tanti anni prima, era arrivata in paese una bellissima donna e due giovanotti delle due famiglie si erano perdutamente innamorati di lei. Nessuno, pare, la aveva avuta perchè lei, così come era arrivata era scomparsa. La storia con personaggi degni di Kusturiza, viene raccontata con un buon escamotage narrativo: nel villaggio arrivano tre giovani documentaristi francesi di cui una è l'unica erede del castello nel villaggio, escamotage che permette il punto di vista che è in definitiva il cuore segreto del film: non è detto che il mondo abbia le regole certe dell'occidente, nemmeno un mondo che è diventato occidentale ma che è su una frontiera e sulle frontiere...

 

Fascisti su Marte - Esilarante, liberatorio, provocatorio... Si ride dall'inizio alla fine e sono risate "alte". Il ritmo delle battute, cioè la scrittura di questo film è talmente serrata che diventa difficile citare qualcosa: tra battute, riferimenti satirici e situazioni, è una tale raffica che non si riesce a ricordarle. Dai quadri stile cinegiornale "Marte è fascista - marte non è ancora fascista - marte è di nuovo fascista", alla macchina "Donna Rachele", alla strada da aprire verso l'unica duna, alla ricostruzione in sabbia di palazzo Venezia "attento sotto" perchè si sbriciola,  al pianta rosso - bolscevico.... Sul piano strettamente cinematografico, il film è una sorta di riscatto: finalmente fantascienza, finalmente effetti speciali. E qui apro una parentesi: sembrerebbero "vecchi", datati, da primo cinema anni '50. Naturalmente sono, proprio per questo molto più sofisticati di quanto no sembrino e rimandiamo alle foto con commento da Repubblica.

01 - 02 - 03 - 04

 

Héros Fragiles - E' la ricostruzione del golpe in Cile attraverso le testimonianze degli amici di Augustin Olivera, padre dell'autore e braccio destro del Presidente Allende, suicida pochi istanti prima di lui mentre i golpisti stanno per entrare alla Moneda.

Si commenta da se per chi quell'11 settembre (eh sì, sempre quella maledetta data) del 1973 aveva "l'età della ragione" ma per chi non ha potuto vivere quel pezzo di storia del mondo, fa piacere che una rassegna cinematografica dia spazio a questi documenti di conoscenza.

A distanza di 33 anni, dopo aver espresso a lettere adamantine il giusto giudizio, mi viene da fare una nuova considerazione: come è possibile che la stessa America che ha incarnato i principi di libertà, tutela dei diritti, democrazia, libertà dio stampa e di parola, abbia potuto non solo permettere ma "fare" una cosa così empia ed esecrabile come il golpe in Cile?

 

Luci ed ombre - Forse sarà stato l'effetto dei due film "politici" in programmazione oggi, ma all'ingresso prima non sono passati gli zainetti un po' più grandi del normale (centimetri a tutta discrezione del personale peraltro molto gentile), alla proiezione successiva passavano gli zainetti ma non le bottigliette d'acqua. (???) E che ne facciamo, visto che l'abbiamo pagata?" La prontezza del personale ha suggerito di posare la bottiglietta ai piedi della scala per riprenderla all'uscita del film. Ma all'uscita nessuna traccia della preziosa Ferrarelle. E così uno del personale prima chiede quale acqua, mi invita a seguirlo, si addentra verso un magazzino. Io penso che è lì che hanno portato la mia bottiglina e invece viene fuori con una Ferrarelle in vetro piena e intonsa e si scusa pure perchè la mia e le altre minerali sono state portate via dal personale addetto alle pulizie. L'auditorium s scusa per il disagio e risarcisce. Mai successo, da nessuna parte. Un po', adesso me lo ricordo, come al ritiro degli accrediti, al prolungarsi della fila , sono passate le ragazze con bicchieri di acqua minerale e caffè. Roma città accogliente

 

angela :)

 


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