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18.10.2006 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                            la città del cinema

Mercoledì 18 ottobre -

Sesto giorno di Festa e senza accorgercene abbiamo fatto il giro di boa, ancora due giorni ed è finito tutto. Si può ragionevolmente cominciare a fare un po' di bilancio che fino a questo punto direi assolutamente positivo: soltanto tre film finora mi hanno lasciata freddina, per il resto un film più  bello dell'altro. Confermato al momento quanto aveva dichiarato Goffredo Bettini sulla qualità del programma. Ma soprattutto, e non può che riempirci di orgoglio, tanto buon cinema italiano. Facendo i dovuti scongiuri, ripeto "fusse che fusse..."

 

La sconosciuta - Centro pieno per Giuseppe Tornatore. Il film è tecnicamente buono: montaggio serratissimo, intreccio ad alta tensione, straordinaria colonna sonora di Ennio Moricone che aveva già fatto "La leggenda del pianista sull'oceano", grande interpretazione di Michele Placido che si fa veramente odiare e di Ksenia Rappoport (chi si è accorto che somiglia a Brunella Bovo di Miracolo a Milano?)

Ma non solo: c'è la storia e non "solo" la storia terribile delle prostitute trasportate come bestie, ma l'orrore di un risvolto insospettabile che non riveliamo perchè il film è concepito anche come thriller abilmente condotto e montato. Di sicuro c'è una madre che cerca una figlia e una storia che si snoda fra Ucraina, Sicilia e Friuli. Bellissimo.

 

This is England - Mammamia! Era cominciato come una specie di satira intorno all'Inghilterra della signora Thatcher sullo spunto della vicenda fi un ragazzino buffo, orfano di un padre morto nella guerra delle Falkland che incontra un altrettanto buffo gruppo di ragazzetti più grandi che si sforzano di essere skinaze. E invece il film precipita in una realtà durissima, fatta di malessere giovanile, di bande in tutto simili a quella di Arancia Meccanica con l'aggravante che la finzione del film racconta la realtà di certo disagio giovanile e sociale. In sostanza un bambino che diventa skinaze in una banda fatta di gente di tutte le età, un rapporto degli adulti nei suoi confronti a metà fra la genitorialità e il proselitismo in una situazione via via sempre più allucinante proprio perchè plausibile. Tutto visto dall'angolazione del bambino che alla fine...

 

Cages - Come è piacevole scrivere delle cose che ci piacciono poco... diciamo che lo perdono perchè è giovane e quindi romantico ma il film è una storia d'amore condita da una patologia che scantona nella psicosi, un po' Hitchcock, un po' "Misery non deve morire (per carità, senza nessuna punta acuta).

Tanto di cappello, in ogni caso, per l'interpretazione della protagonista, veramente di altissimo livello.

Per il resto, credo che tutti gli uomini in sala abbiano commentato "ma come! hai la fortuna che lei dopo un trauma non parla più, la straordinaria fortuna di una donna che sta zitta e che fai? la vuoi guarireeeee?????? Assurdo.

Nel complesso un filmetto.


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