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19.10.2008 

 

 

 

                                                                                                         soggettive

Lo schermo strappato

Sto cercando di capire se questo logo della Festa del Cinema mi piace o no.

 

Da una parte lo schermo strappato mi dÓ l'idea di un atto che abbatte una barriera, che permette di vedere, addirittura di entrare in un mondo precluso. E' un'idea di partecipazione e, quindi, di democrazia. Democrazia conquistata, fra l'altro, con un atto di forza, un gesto "rivoluzionario". Senza contare i rimandi ai provocatori e liberatori tagli di Fontana e a "La rosa purpurea del Cairo" di Woody Allen.

 

Dall'altra parte, proprio lo stesso atto di forza, proprio lo stesso taglio mi fanno un male quasi fisico. PerchŔ Ŕ la violazione di una sacralitÓ, quella dello schermo cinematografico, che sento non solo come violenza ma come l'annullamento del mistero e della magia del cinema stesso, l'abbattimento del sogno, insieme alla barriera.

 

Un messaggio ambiguo? Un messaggio ragionato? Un messaggio ecumenico?

O semplicemente, dati i tempi che vogliono semplici fatti sorvolando sul pensiero che pu˛ esserci dietro ai fatti o dai fatti generarsi, il progetto grafico visivamente migliore fra quelli presi in esame?

 

Resta, per me, il "fatto" che non so se mi piace.

 

angela :)

 

J

 


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