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19.10.2006 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                            la città del cinema

Giovedì 19 ottobre

Oggi solo due film e nessuna pedalata verso l'auditorium. Solo  Al Metropolitan... un po' per impegni di lavoro, un po' perchè la Festa sta scemando.

E poi stasera ha piovuto tanto. Anche il tempo, dopo una settimana di giornate bellissime, in pieno stile "ottobrata romana" ha avuto un cedimento.

Eppure mancano ancora due giorni...

Oggi due film "siciliani"

 

Salvatore questa è la vita - un amico ha commentato "meno male che ci sono i sottotitoli in inglese". Io vengo da quelle parti e capire il dialetto non è stato un problema ma mi interrogo. Se la lingua fosse stato il milanese o il veneto? Avremmo avuto le stesse difficoltà? Ma certo, rispondono gli onesti riconoscendo la provocazione. Certo? Io continuo a pensare che ancora nel nostro paese ci sono lingue più legittimante di altre. Il romanesco è una di queste e non per via di questioni economiche: qui è stato il cinema. E allora ben vengano film come questi così magari il siciliano lo conosceremo un po' di più. Fermo restando che a me sembra assurdo che ci sia ancora in Italia qualcuno che proprio non capisce nulla dei dialetti fondamentali. Io il veneto o il milanese li capisco.  Tutti capiscono il napoletano...

Lo stesso amico ha notato grossi difetti: una scrittura qualunquista, gestualità molto approssimativa...

Io invece ho trovato che la storia di Salvatore è un'altro scorcio su questioni importanti.  Salvatore non ha più i genitori, c'è una sorellina e una nonna. Salvatore lavora al posto del padre, coltiva pomodori, va a pescare, gira con l'Ape, raccoglie lumache nelle notti dopo che ha piovuto e le vende al mercato. al mercato Salvatore contratta i prezzi e combatte con chi i prezzi li controlla: 80 centesimi per pomodori che al dettaglio poi costano 4 euro... Salvatore non può andare a scuola, in fondo non gli andava nemmeno prima. Perchè Salvatore forse gli piace fare cose con le mani, cose che sente concrete, perchè Salvatore come tutti i bambini pensa alla scuola come un seccante dovere, perchè Salvatore è dentro alla rassegnazione disillusa e fatalista della terra dove vive,

Davanti ad una storia come questa, fatta di abbandono scolastico, di vessazioni guardate con gli occhi di un bambino, di regole di assistenza sociale che sembrano violenza più che tutela, credo si possa sorvolare sui difetti di recitazione (e di costumi, aggiungo io)

Cast eccezionale: Giancarlo Gianni, Enrico Lo Verso, Gabriele Lavia...

 

Viaggio segreto - un altro film intimista interessante con qualche difetto. O forse "un film con con qualche difetto ma interessante"?

La Sicilia si rivela subito perchè le prime inquadrature sono decisamente "Viscontiane". La storia scorre, montata come ormai montano tutti, per continui passaggi tra presente e passato (sta diventando manierista..) a ricostruire un delitto che ha segnato la vita di due ragazzini, fratello e sorella, ormai diventati adulti, tormentati, forse anche incestuosi.

C'è sempre visconti ma appaiono anche Bertolucci (la vicenda principale accade in una casa dove due genitori sono quasi sempre nudi), appare Bellocchio, riappare Visconti di "Gruppo di famiglia".

Appare, stavolta veramente, Kusturiza nella parte di chi scatena la rivisitazione del delitto.

Intorno a questo intimismo, c'è per contro, il paesaggio, il mare, il vento.. per chi conosce i post sembra di poter sentire i profumi della Sicilia, definita alla Gattopardo "un posto dove la morte non ha consolazione".

Direi bello, anche se chi fosse l'omicida lo scopriamo un po' troppo presto, tanto presto da aspettarsi un colpo di scena, un ribaltamento che non arriverà. Ma comunque bello.

 

 


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