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antichi sapori di Roma
La mitica fettina panata!!!!!…noi la chiamiamo così!
Tenete presente che solo dopo aver capito e personalmente verificato la
presenza su internet e quindi la sua partecipazione attiva ad un vero e
proprio progetto di comunicazione nonna ha deciso di svelare anche questa
ricetta, una ricetta che noi nipoti annotiamo tra le migliori e proprio per
questo mai svelata prima d’ora.
Ingredienti per quattro persone:
500 gr di fettine di vitella, la storia del macellaio di fiducia la
conoscete già…..
5 rosette secche
3 uova
½ limone
olio extra vergine di oliva
sale
pepe
Mettete le fettine di vitella su una tavoletta di legno e battetele una ad
una con il batticarne di antica memoria per assottigliarle.
Rimuovete eventuali grassetti con le forbici ed intaccate con il coltello le
fettine in più punti.
Prendete le rosette che diversi giorni prima avrete provveduto a mettere da
parte e grattatele con la gratta formaggio preferibilmente elettrica ( fate
prima!).
Una volta formato il pangrattato che deve essere particolarmente fine
impanate singolarmente ogni fettina.
Già che ci siete preparate anche un piatto fondo dove sbattere con una
forchetta le uova insieme a ½ limone (mi raccomando utilizzate il passino in
modo che i semi rimangano fuori), sale ed una spolverata di pepe.
Alla prima impanatura (senza uovo)ne segue una seconda , questa volta però
con l’uovo.
Attenzione qui la cosa si fa delicata: la fettina, precedentemente ricoperta
di pangrattato, deve essere passata nell’uovo molto rapidamente in modo da
non perdere la precedente impanatura ma – e qui si vede l’abilità- al tempo
stesso la carne deve essere intinta in ogni sua parte e tutto deve risultare
assolutamente omogeneo.
Disponete le fettine così preparate su un vassoio una accanto all’altra e
preparatevi per la fase finale: la frittura.
In una padella larga ma rigorosamente bassa mettete la quantità di olio
giusta per friggere e non appena avrà raggiunto la temperatura ottimale
calate le fettine.
Per garantire un perfetto risultato le fettine al momento della cottura non
devono essere troppo vicine altrimenti non è possibile girarle con
disinvoltura e potrebbero perdere parte dell’impanatura.
Un altro consiglio è quello di roteare la padella durante la frittura in
modo che l’olio bollente tocchi proprio tutti i punti della carne senza che
si renda necessario girarla più volte.
Quando si frigge qualcosa, qualsiasi cosa sia, è meglio toccarla poco!
Quando la carne raggiungerà un colorito dorato sarà giunta l’ora di
scolarla.
Anche qui fate attenzione, sollevate la fettina con una schiumarola
aspettando qualche minuto sopra la padella in modo che scoli l’olio e poi
adagiatela sulla carta con la quale ogni mattina comprate il pane, è
perfettamente assorbente e di gran lunga migliore rispetto a qualsiasi altro
prodotto.
Non è per disincentivarvi ma questo piatto è solo apparentemente facile
perché per realizzare una frittura veramente perfetta può rivelarsi
necessario più di un tentativo ma, dato che “fritta è buona anche una
ciavatta”, come dice nonna state pur certi che anche la prima volta il
risultato sarà comunque sufficiente.
Tuttavia sarete promossi a pieni voti solo quando la vostra fettina panata
sarà come quella di nonna ovvero grande quanto tutto il piatto piano,
assolutamente piatta, di colore oro chiaro e perfettamente croccante.
Si consiglia vivamente di evitare il primo piatto, piuttosto è preferibile
affiancare un contorno di fagiolini conditi con olio sale e limone.
Esercitatevi!
Nonna