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06.07.2007 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                          soggettive

 

Fiction? Come resistere!

 

Pane per i miei denti.

E in fondo, cinicamente, considero che questo convegno sulla fiction nell'ambito di una intera rassegna dedicata alla fiction (???), è l'occasione per sputare fuori la dose quotidiana... settimanale... diciamo mensile di veleno che altrimenti si accumula (perchè non è giusto scaraventarla sul norcino sotto casa, che c'entra poveretto?) e ci fa venire il mal di fegato. Perchè ci sono cose che devono esserci perchè sono i catalizzatori della nostra parte peggiore. 

 

Quindi, dal punto di vista "auntitativo" concordo con Claudio Petruccioli, Confalonieri e Walter Veltroni che fra i due, lo ha detto lui, si sente "come una fetta di prosciutto tra le due fette di pane" e sta benissimo così, concordo con la professoressa sociologa responsabile dell'osservatorio sulla fiction dell'Università La Sapienza (???).

Evviva la fiction.

 

Hi hi. Premesso che in termini quantitativi non posso che condividere l'affermazione del sindaco-segretarioPD che la fiction crea posti di lavoro, professionalità, opportunità, immaginario "nazionale" dove ci riconosciamo dopo gli anni delle soap opera e delle telenovelas, fatte salve le sacrosante aspirazioni delle componenti sindacali che in questi anni, come ha ricordato Petruccioli che non riesce a calibrare la voce dentro al microfono... è uomo d'altri tempi, forse abituato ancora alle piazze, all'enfasi... ogni tanto gli scappa la voce e manda in saturazione il canale audio alla faccia dei tecnici ormai abituati ai toni soft di questa ecumenica Italia dai conflitti verbali smussati....

Dicevo, fate salve le giuste istanze delle categorie, soprattutto quelle delle forze dell'ordine che hanno ispirato da dieci e passa anni a questa parte le serie di carabinieri, marescialli, commissari, ispettori, squadre del Tuscolano, guardie di finanza, guardie costiere...

ahahah... mai a Viterbo tanti delitti come negli anni del maresciallo Rocca (che, a dimostrazione della mia onestà intellettuale, è una delle fiction che vedo e rivedo perchè Gigi Proietti mi fa ammazzare dalle risate)

... per non parlare delle commesse, dei medici in famiglia (anche quella simpatica cosa ma ormai prevedibile), dei medici in ospedale, delle professoresse in veste di investigatrici e non...

...Va tutto bene, molta gente lavora e questo è il piano della "quantità". Tra marescialli, commesse eccetera lavora tanta gente e tante professionalità si formano.

E i contenuti?

Veltroni, oltre ad averlo ascoltato, ho riletto il tuo intervento tanto zelantemente pubblicato da eroici e anacronistici redattori; hai detto

"ne parlo in termini puramente quantitativi per un attimo poi  dirò dell'altra parte che mi sta a cuore".

E quando è successo? Quando parleremo dei contenuti? Della "profondità" invocata dalla prof. sociologa?

A me sembra che di tutte le chiacchiere ascoltate stamattina, l'unico dato certo sa quello della "condivisibilità" che però in questo contesto mi suona di omologazione e ricerca del consenso (c'entrano qualcosa i contratti pubblicitari?); e sappiamo che l'omologazione, ahinoi, è sempre verso il basso.

E anche se fossero i contratti, in base alla legge 122, voluta da te Veltroni (e te ne siamo davvero grati), la produzione di fiction deve coprire dal 10 al 20%.

Quindi devo pensare che il 20% di palinsesto coperto dalle fiction raccoglie un certo pacchetto pubblicitario, che il resto (diciamo l'il 79,9%) lo raccolgono quiz, reality e atrocità varie.

Qualcosa i programmi per ragazzi.

E i programmi di qualità sopravvivono per pura carità ecumenica tant'è vero che "Accattone" va in onda alle tre del mattino, e Minoli con Rai Educational va in onda alle nove per i pensionati (giusto, la formazione dell'adulto), le badanti (certo è importante che i nuovi cittadini italiani conoscano le questioni del paese dove hanno "scelto" di vivere), le donne di servizio; e poi va in onda verso le tre del mattino. Mai un orario in cui lo possano vedere i ragazzi.

Parliamone, Petruccioli. Parliamone, Veltroni, uomo di cinema che spero diventi il prossimo presidente del Consiglio.

A Confalonieri nemmeno mi rivolgo per evidenti motivi di evidente mercato, paradossalmente lui è coerente, che gli frega della crescita culturale dei cittadini se deve vendere detersivi, assicurazioni, magliette, biscottini....

 

DOVE SONO I CONTENUTI?

DOV'E' LA SCENEGGIATURA TANTO GIUSTAMENTE INVOCATA DA ORSON WELLS?

Siamo un paese che in termini di linguaggio cinematografico - da cui deriva direttamente quello della fiction passata attraverso lo sceneggiato televisivo - ha inventato il neorealismo di cui è figlia la commedia all'italiana.

E la commedia all'italiana, le cui tracce sono sparse in tutte le fiction, era però, Monicelli e Risi insegnano, un genere ironico, graffiante, critico, caustico e ciò nonostante divertente, un genere popolare - leggasi in questo senso il successo meritato di artisti  come Alberto Sordi.

Che cosa succede, Veltroni?

Dove è finita la capacità di prenderci in giro per vedere i nostri difetti?

In questo narcotizzato ecumenismo, apprezzabile per la capacità di incontro, ci hanno limato i denti tanto da gridare al miracolo davanti a Elisa di Rivombrosa?

 

Assisto a infiniti remake alcuni dei quali scandalosi per l'evidente impossibilità di paragoni: Cleopatra! Spatacus! La freccia nera ambientata in Trentino Alto Adige! Piccolo Mondo Antico! Maigret!

In questi giorni stanno facendo il remake televisivo di "Rebecca la prima moglie" girato a Trieste!!!

Sulle serie "professionali" abbiamo già detto.

Insomma la fiction è il prodotto di punta del broadcasting... dell'emittenza televisiva che, dice giustamente la sociologa prof. è centrale nel consumo dei cittadini e che bisogna... riempire di contenuti...

Non l'ha detto, lo dico io.

Salvando veramente il lavoro di tanta gente, che la fiction sia il prodotto di punta è una magra consolazione perchè sotto quella punta ci sono, nelle fasce di consumo, insopportabili quiz, ancora più insopportabili varietà e reality i cui partecipanti, francamente, mi auguro che restino sulle isole, nei villaggi sperduti e nei deserti in preda alle zanzare e ai funghi dalla subitanea cacarella.

 

Sul successo del cinema italiano mi riservo altro intervento.

Per il momento ho esaurito la sacca mensile di veleno.

Grazie per l'opportunità.

 

fiore di cactus :)


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