08.09.2007
for de porta
Arrivederci Lido...
Goodbye, aurevoir....
Ogni anno la stessa cosa: arrivi e al secondo giorno di sveglia alle sei del mattino, pensi che non ce la farai mai ad arrivare alla fine.
La Mostra del Cinema comincia sempre di mercoledì, il venerdì la situazione diventa critica perchè allo stranimento da mancanza di sonno si aggiungono le file particolarmente faticose per effetto dei cinefili del fine settimana.
Domenica già ci sono i primi segni di acclimatamento e la nuova settimana inizia che siamo ormai totalmente staccati dal resto del mondo, non telefoniamo più a casa, anzi se qualcuno chiama e non ci chiede dei film visti, pensiamo che sia pazzo: come fa a non chiedere dell'unica cosa importante nell'universo intero?
Mercoledì di colpo la Mostra precipita verso l'inesorabile fine e siamo presi da un sentimento di impotente nostalgia: non fai in tempo a entrare nel ritmo che la Mostra finisce.
E viene da parodiare Sergio Endrigo: la Mostra appena cominciata è già finitaaaaaaaaa.
E giù a precipizio: venerdì partono tutti i giornalisti, partono anche molti degli amici che nel frattempo hai ritrovato o hai conosciuto nelle file.
Tu hai già il biglietto in tasca e ti accorgi che sei già partito, che hai già cominciato a pensare a quello che ti aspetta a Roma. Tanto che alla fine può capitare di rinunciare all'ultimo film, rinunciare all'ultima sveglia alle sei del mattino. E così lasci Lido, con un vago senso di impossibilità: impassibile che debba passare un anno intero.
Ma d'altra parte, a chi è capitato di tornare a Lido fuori dal periodo della Mostra, sa che quell'angolo di mondo è triste e morto: tristi le saracinesche metalliche dei palazzi, triste il viale.
E così finalmente una notte di sonno pieno, via il tesserino, sali su un comodo eurostar dove ti attacchi alla presa di corrente e scrivi l'ultimo articolo. Tempo di pubblicarlo agganciato ad una qualche rete wireless e ei già a Bologna.
Tempo di arrivare a Roma e c'è la Notte Bianca.
E' così da un paio d'anni. Anzichè pensare all'ulteriore fatica (non bastavano dieci notti a quattro ore di sonno per notte), preferisco pensare che Veltroni faccia questo per non far sentire troppa nostalgia ai suoi romani che stanno tornando dalla Laguna.
angela cannizzaro :)