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21.07.2006 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                          soggettive

La fontana delle tartarughe

 

A vederla sembra un'altra, come se di soppiatto, nascosti dal cantiere, ne avessero fatto una bella copia. Possibile che fosse così? E chi l'aveva mai vista? Qualcuno dietro di me dice "ah, vedi le statue sono di bronzo..." Quello lo sapevo ma che le vasche fossero di marmo scuro che da sul verde come la vasca in alto e il piedistallo centrale fosse di pietra bianca venata, quello proprio non lo avevo mai potuto notare. Eppure la Fontana delle Tartarughe mi è familiare.

Ma non era stata già restaurata? La prima volta che l'ho vista, ero appena arrivata a Roma, mi ci aveva portato Stefania. A proposito... Stefaniaaaaaaa, ma che fine hai fatto? Va bhe!

Dicevo, mi ci aveva portato Stefania, ex studentessa del Liceo Artistico di via di Ripetta, mi aveva fatto incantare e mi aveva anche detto che era stata restaurata da poco.

E allora?

Allora, racconta l'ottimo sovrintendente La Rocca, nel 1973, anno del precedente restauro, non si era provveduto del tutto a depurare l'acqua che si ricicla nella fontana (come in tutte le fontane di Roma). A Roma, si sa, l'acqua è particolarmente calcarea e il calcare ha finito per depositarsi su tutto in una patina sottile, quella che troviamo nella pentola o dopo un paio di giorni sul lavello, col risultato che tutto era diventato di un colore grigino omogeneo. Tanto che nemmeno i più attenti...

In tutti questi anni ci ho portato sempre tutti gli amici in visita a Roma perchè la Fontana delle Tartarughe è "nascosta", se non lo sai non ci vai; e piazza Mattei pur essendo a due passi da largo Argentina, non è un itinerario consueto, neanche per andare in Ghetto, eppure sta lì. E' un itinerario per "residenti" o per curiosi di Roma, per viaggiatori, forse, e non per "turisti", per quelli che vogliono avventurarsi in altre strade dicendo "chissà cosa c'è da quella parte" provando anche il lieve brivido eccitato del rischio di perdersi. Oppure è un luogo familiare, tanto da non incantarsi quasi più, per chi dovendosi spostare, preferisce le strade più silenziose. E, adesso che è estate, in ombra.

Familiare... non so più quante volte l'ho fotografata. Perchè anni addietro, decisi di inventarmi un lavoro: decoravo calendari e carta da lettere con piccoli scorci di Roma con la tecnica pel puntinato. Ed uno dei primi particolari fu proprio la Fontana delle Tartarughe. Eccolo.

Ma questa della carta da lettere è un'altra storia.

 

angela :)

 


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