04.07.2007
for de porta
Le
fontanine senesi
Eccomi di nuovo a voi, lettori di Iloveroma, con un'altra serie di curiosità
legate alla città di Siena. Questa volta si parla di fontanine.
Come tutti i lettori di Iloveroma sanno, il nostro giornale organizza il premio Fontanella di Roma. Oggi, invece, vi parlo delle fontanine di Siena. La similitudine appare evidente a tutti, credo.
In realtà,
la fontanina non è, semplicemente, il luogo da cui trarre acqua o usato per
abbeverarsi; tutt'altro. E' parte integrante della vita di contrada. Per
spiegarla, però, bisogna fare un passo indietro e parlare delle contrade
cittadine.
Tutti sanno che Siena è divisa attualmente in diciassette contrade, resto
delle numerosissime che si sono aggregate, divise, create e soppresse nella
secolare storia della città. La contrada, per il senese, è molto di più di
un quartiere; complice il famosissimo Palio (ma non solo) è una specie di
congregazione di mutuo soccorso, di appartenenza; una famiglia molto
allargata. Le contrade organizzano eventi, aiutano chi tra gli iscritti
abbia particolari necessità, curano la distribuzione degli alloggi popolari
o degli aiuti ai più deboli o ai malati, fanno attività formative e
culturali. E, buon ultima cosa, preparano ciò che per i turisti è solo una
festa folcloristica, ma per loro una vera ragione di vita: la carriera dei
due palii annuali. Per riuscire ad organizzare tanti e tali eventi e tenere
unito il “popolo” di contrada, tuttavia, sono oggettivamente necessari
luoghi, tradizioni e simboli propri della comunità. Così i colori, le
bandiere, la sede con annesso museo, la chiesa di contrada (gelosamente
custodita dai contradaioli: in tanti anni ho avuto l'occasione di entrare
solo in quella del Nicchio, evitando di porvi piede per una forma di
rispetto nei confronti degli appartenenti a tale contrada: è un luogo loro,
non per turisti), l'oratorio e la fontanina “battesimale” sono posti
particolari che riuniscono il popolo di ciascuna zona di Siena attorno ai
propri simboli.
La fontanina è, in parte, un simbolo esteriore dell'appartenenza del
territorio alla contrada, ma soprattutto il luogo deputato per il
“battesimo” contradaiolo, una bellissima cerimonia in cui viene sancita
l'appartenenza del battezzando al popolo di quel quartiere. Da quel momento,
il fortunato (spesso ancora bambino) entra nel novero del popolo
contradaiolo. Verranno seguiti dalle strutture della contrada, potranno
partecipare ed organizzare gli eventi esclusivi, si riuniranno per le varie
attività, e soffriranno tutti insieme nei giorni dei palii. In pratica, per
loro, sarà il primo giorno di appartenenza ad un gruppo ristretto, chiuso e
molto fiero delle proprie tradizioni e culture: il popolo della contrada.
Per questo le fontanine sono un luogo importante e ben curato nel
territorio. Spesso sono ubicate in luoghi di grande rappresentanza (per
esempio di fronte alla chiesa di contrada o alla sede storica), e sono
tutte, indistintamente, pregne dell'orgoglio di appartenenza del popolo a
quei colori ed a quel simbolo.
Ammetto di non aver avuto occasione di documentarle tutte e 17, ma solo 13;
una, la Civetta, non è aperta al pubblico in quanto posta all'interno della
sede della contrada stessa, un paio perché troppo distanti dal mio centro
d'azione per riuscire a raggiungerle (ma è solo questione di tempo; in
futuro potrete osservare anche loro), ed una per... questioni personali. In
ogni caso la cifra è più che congrua per caratterizzare le strutture in
questione.
Volendole catalogare e riassumere secondo la tipologia, esistono due tipi
fondamentali di fontanine: quelle antiche (realizzate secoli fa per altri
scopi e non solo come rappresentazione contradaiola) e quelle moderne,
costruite, praticamente tutte, tra gli anni '50 e gli anni '70 del secolo
scorso.
Al primo gruppo fanno parte quella dell'Oca,
quella del
Nicchio e, parzialmente, quella del
Bruco.
Al secondo tutte le altre.
La fontanina dell'Oca è una antica cisterna legata alla Fonte Branda, una
delle poche fonti “naturali” d'acqua della città, sopra la quale è stata
realizzata una cisterna nel XII – XIII secolo, usata fino a non molti
decenni fa come lavatoio da parte delle donne senesi. Quella del Nicchio è
la Fonte dei Pispini, una splendida fontana del XVI secolo che ricorda solo
vagamente (nella parte più alta) il simbolo della contrada (la conchiglia).
La fontanina del Bruco, invece, è composta da due strutture di epoche
notevolmente differenti. All'antica vasca costruita attorno alla fonte degli
Ovili, infatti, è stata aggiunta nel 1978 la statua di Barbicone,
leggendario capopopolo del Bruco che guidò, nel 1371, la rivolta dei Lanini
d'Ovile, ovvero dei lanai di quella contrada che, oppressi dal trattamento
ai limiti della schiavitù da parte delle autorità cittadine, si sollevarono
per avere diritti e trattamenti più umani, uccidendo gran parte dei
governanti dell'epoca.
Tra le fontanine “moderne”, invece, possiamo distinguere tre ulteriori tipi:
quelle che raffigurano il nome della contrada, quelle che ne esprimono il
simbolo e quelle, infine, che ne danno un rimando molto meno esplicito.
Al terzo tipo, ad esempio, potrebbe essere ricondotta la fontanina del Bruco
descritta in precedenza (non appare ritratto né il nome della contrada, né
il suo simbolo, in ambo i casi un bruco, ma un suo famoso personaggio), come
pure quella del
Drago,
che rappresenta un ragazzo accovacciato che gioca con delle biglie di cui
una dipinta dei colori della contrada. L'opera è stata realizzata nel 1977
dallo scultore Vico Consorti. Il richiamo alla contrada, oltre ai colori
della biglia deriva dall'iscrizione “L'amore di Contrada per l'arte di Vico
Consorti affida ai dragaioli che nasceranno il ricordo dei grandi Priori
Mario Calamati e Alberto Rossi” sulla fontana stessa. Un'altra contrada la
cui fontanina può essere inserita in questo gruppo è quella di
Valdimontone, formata da una vasca che, sulla parete di fronte, ha
incastonato lo stemma contradaiolo.
Al primo tipo possono essere ricondotte quelle di
Aquila,
Leocorno,
Lupa
e
Pantera. Tutte e quattro mostrano i rispettivi animali più o meno
stilizzati (per il Leocorno solo la testa) ma sufficientemente definiti da
chiarire a cosa si riferiscano. La fontanina della Pantera presenta iscritto
anche il motto della contrada.
Al secondo tipo appartengono le opere di
Onda,
Selva,
Tartuca e
Torre.
La fontanina dell'Onda mostra uno splendido delfino (assieme ad altri più
piccoli con puttini) con al di sotto gli stemmi di contrada. E' stata
realizzata nel 1972 ed è, a mio avviso, la più bella di tutta Siena (ma il
mio giudizio non conta: sono troppo di parte, troppo legato alla contrada di
Malborghetto per poter fornire un giudizio obiettivo). La Selva ha come suo
simbolo il rinoceronte, puntualmente raffigurato nell'opera di Vinicio
Guastatori nel 1965. La Tartuca presenta uno splendido putto a cavallo di
una Tartaruga (simbolo di contrada); l'opera è bronzea, come quasi tutte le
fontanine moderne, ed è stata realizzata dallo scultore Bruno Buracchini nel
1951 (la più vecchia tra quelle “moderne”). Infine, la Torre (scusate, anche
qui mi rendo conto di essere di parte), presenta a mio modo di vedere la più
insignificante tra le fontanine, con l'elefante bronzeo che regge un
torrione (simbolo della contrada) solo su un lato di un'opera muraria e di
travertino con, tra le altre forme, anche una specie di bastione stilizzato.
Sinceramente, è la meno comprensibile (anche meno del Drago) e più
dispersiva tra quelle visitate.
Queste sono le fontanine battesimali che ho potuto osservare e documentare.
Spero che questa rapida dissertazione possa avervi smosso e fatto decidere
(per chi non vi fosse già stato) di recarvi nello splendido capoluogo
toscano. Se, invece, non vi ho ancora convinti, non temete: presto
appariranno altre notizie e curiosità sulla città: devo riuscire a farvi
venir voglia di visitare tale luogo e, come dicevano fino ad un paio d'anni
fa e per quasi settant'anni consecutivi i contradaioli della Torre
riferendosi alla chimera di vincere un Palio, “prima o poi ce la faremo”.
Poi, purtroppo per ondaioli ed ocaioli, non l'hanno più detto...
Flavio