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02.09.2007 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                        for de porta

I forzati della Mostra

Ogni mattina al trillo della sveglia (ore 6) mi dico "ma chi me lo fa fare?".

La domanda continua nel percorso fino all'imbarcadero del vaporetto alle fondamenta Nuove dove tutte le mattine raccolgo gli sguardi increduli di chi invece a quell'ora è costretto ad andare al lavoro. Come lo sanno? Facile: noi della Mostra siamo tutti riconoscibili dall'inseparabile tesserino che portiamo orgogliosamente al collo.

Sul vaporetto già non sono più sola, ci sono uno o due altri "forzati".

A Lido, dove la mattina occorre prendere l'autobus fino alla Mostra (il pomeriggio dalle 16 è attivo un vaporetto direttamente dal canale dietro al Casinò e lì siamo solo "noi" della mostra, niente sguardi compassionevoli), il gruppo si infoltisce, sono arrivati anche altri con la linea 1 dal Canal Grande.

Al capolinea, ore 7.40, siamo un drappello che però si divide subito: una parte si dirige alle biglietterie che apriranno fra circo un'ora, per prendere i biglietti per le proiezioni della sera in Sala Grande, quelle patinate dove ci sono le star. L'altra parte andiamo al PalaBiennale, insomma il "tendone" dei modesti accrediti cinema, dove alle 8,30 c'è la prima proiezione, quasi sempre il film presentato la sera prima in Sala Grande.

E comincia la giornata che si consuma, fino alle sette di sera, (cinque film di seguito) entrando in sala, uscendone di corsa per conquistarsi il posto in fila e rientrare, prendendo ognuno lo stesso posto della proiezione precedente.

Da anni il mio è nella fila E4, corridoio laterale destro, lato uscita per fare prima.

 

Questa la dura vita dell'accreditato che vuole e deve far rendere al massimo i prezioso tesserino.

 

Ma oltre al tesserino ci sono altri due elementi che rendono l'insaziabile goloso di cinema riconoscibile fra tutti: il programma che consultiamo vorticosamente in cerca della combinazione felice che ci permette di saltare da una sala all'altra e vedere tutto il possibile, programma segnato da cerchietti, punti interrogativi, note a margine...

E il numero quotidiano ci CiakinMostra che viene distribuito la mattina presto e consumato già tutto nell'attesa del primo film.

 

Le altre attese sono fatte di telefonate e commenti.

Fino a quando, stremati, ci dirigiamo al punto ristoro per poi tornare a casa.

 

La domanda, capisco, è più che legittima: ma chi ce lo fa fare?

Risposta prevedibile.


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