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                                                                                                       Roma sparita

Palazzo della Scimmia

...detta anche Torre dei Frangipane. Per me è la casa piena di ombre di Giuliana.

Gli amici raccontano che abitava lì con la zia, con un vecchio contratto del Comune che le era stato trasferito quando era rimasta solo lei. Negli anni in cui sono arrivata a Roma, vivere in centro era già diventato un privilegio e avevo subito detto "beata lei, che fortuna". Ma avrei presto scoperto tante coese molto "romane". La prima era sull'affitto: l'equo canone ancora in vigore, era davvero equo, applicava parametri adeguati al "lusso" del centro storico e alla superficie della casa. Giuliana pagava una cifra esorbitante per una casa enorme in pessime condizioni. Sapeva di antico ma anche di vecchio. il corridoio era puntellato e subito dopo c'era una stanza meravigliosa, con le pareti damascate di rosso solo che il damasco cadeva a pezzi, letteralmente a brandelli. Qualcuna delle stanze era ai limiti dell'inabitabile, non era abitata e quelle erano come stanze tristi.

Giuliana abitava soprattutto il soggiorno che comunicava direttamente con la cucina, enorme. I gatti circolavano contenti. E il bagno era grande come una nostra normale camera da letto, con una meravigliosa vasca da bagno in ghisa con i "piedi" a forma di zampa di qualcosa. I termosifoni erano grandi, anche loro in ghisa.

A guardare bene, con calma, tra una chiacchiera e l'altra nelle serate attorno alla grande tavola piena di amici, la casa parlava e diceva di essere stata parte di un palazzo importante, costruito intorno ad una vecchia torre medievale. Era come la casa di "Fantasmi a Roma", quel film degli anni '60 con Eduardo e Marcello Mastroianni e Sandra Milo.

Il cortile e i portone erano luoghi misteriosi, che avrebbero meritato soste lunghe perchè da lì, in qualche maniera, era possibile ricostruire lo spazio, le altre case, recuperare l'orientamento.

Sono state serate bellissime, sempre con la sensazione, alla fine, passando nel corridoio, che le stanze chiuse avessero sentito tutto e fossero riconoscenti della nostra presenza, anche se sulle stanze col damasco ci eravamo solo affacciati.

A pensarci, mi risulta ancora strana la sensazione mista di lugubre, abbandonata serenità mescolata all'odore di vecchia umidità. Ma in fondo il palazzo è stato teatro di un miracolo: il neonato dei Frangipane era stato rapito da una scimmia. Ma il Frangipane, mentre tutto il popolo di sotto inorridiva e pregava, faceva un fischio alla Scimmia che scendeva giù dal padrone portando con se il pupo. E perchè mai avrebbe dovuto lasciarlo cadere?

Giuliana vive ancora lì; credo che siano stati fatti lavori importanti di consolidamento del palazzo. E credo che le stanze non abbiano più il damasco ma siano adesso finalmente felici di essere abitate.

J

 

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