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04.12.2006 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Fuksas al MAXXI

Il primo aggettivo che viene è "sconcertante": è sconcertante che Massimiliano Fuksas abbia lavorato talmente tanto, e dappertutto, come dice giustamente qualcuno che ho incontrato "da Frascati a Shanghai".

Approva lo sconcerto il mio "vecchio" professore architetto Antonio Terranova, il mio trenta e lode all'esame di storia dell'architettura contemporanea, secoli fa.

Sconcertante quanto ha lavorato, sconcertante, in senso buono, ovviamente, la gigantesca capacità di relazioni e di contatti che sa mettere e tenere insieme.

"Dovrebbe servire da esempio ai colleghi (architetti) che parlano parlano e costruiscono poco". Fa piacere sentire questo, perchè, a quanto ricordo, il mondo degli architetti è pieno di critiche più che di apprezzamenti dei colleghi. Sarà che questo è un "semplice" professore e da accademico guarda al lavoro di altri per farne materia di insegnamento ai suoi studenti.

E qui di materia ce n'è tanta veramente. Talmente tanta che solo al secondo passaggio da una sala all'altra del MAXXI si capisce che si tratta di una mostra fatta fondamentalmente di due cose: le foto delle opere di Fuksas e i plastici: un lunghissimo nastro con le opere due pianali immensi con i plastici.

E da tutto viene fuori che Fuksas, famoso per avere un caratteraccio con i suoi collaboratori, è un visionario.

"E ben vengano le visioni" - commenta sempre Terranova - ben venga "nuvola" perchè, diciamocelo, la nuova Fiera di Roma è di nuovo una serie di scatole con i corridoi, cioè un appuntamento mancato per l'architettura".

E mentre Veltroni dichiara che a fine gennaio, una volta pronto il progetto esecutivo, sarà bandita la gara per "nuvola" e "così un grande sogno di Roma diventa realtà", Fuksas non si vuole pronunciare sul progetto appena approvato per la sistemazione di largo Augusto Imperatore.

 

In tutto questo sono riuscita finalmente a vedere il MAXXI, ex capannone industriale dalle belle travi in ferro "antico", ex qualcosa di pertinenza alla adiacente caserma che Veltroni nel 97 chiede ed ottiene dall'allora Ministro della Difesa  Andreatta per farne il museo romano dell'arte del ventunesimo secolo, da cui il nome MAXXI

E poi? E poi il progetto della anglo-irachena Zaha Hadid e poi i fondi che non si trovano per ultimare i lavori, e adesso Rutelli che ce la mette tutta...

Speriamo bene.

 

:)

 


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