giovedì 05 maggio 2016

            

                                                                                             la città futura... che voglio

La riva sinistra del Tevere

Ci ho messo un po' a capire quale è la riva destra o sinistra di un fiume. D'altra parte sono nata sul mare. Anche se credo che questa differenza...bha...non so quanti romani la conoscano anche se nati in una città di fiume, ammesso che Roma ricordi di essere stata anche questo..

Mi capitò molti anni fa di chiedermi perchè una certa festa cittadina dell'Unita (era il 1993, responsabile Roberto Morassut) si chiamasse la "riva sinistra", citando la parigina "rive gauche".

E così ho imparato che la rive di un fiume si definiscono seguendo la corrente verso il mare: la riva sinistra del Tevere è quella dalla parte del centro storico, la riva destra è quella di Trastevere.

E dunque, a ridosso della meravigliosa iniziativa della scorsa settimana per il Natale di Roma 2016 del murales e delle magnifiche serate con la processione laica lungo la riva destra fra ponte Sisto e ponte Mazzini, occupiamoci della nostra "rive gauche".

 

Dall'altra parte si è fatto tanto: adesso i murales, ma dal 2003 la pista ciclabile, e per un paio di meravigliosi anni la spiaggia con piscine sotto Castel S. Angelo dove prima c'era il Ciriola e ogni anno le iniziative dell'estate romana...

Da questa parte invece, a parte un paio d'anni in tempi ormai remoti qualche edizione di Tevere Expo, poi il nulla.

Tranne il "Piccolo Naviglio" che doveva essere un ristorante, che poi è diventato luogo per convegni (come era stato prima ancora per quel natante che poi ha rotto gli ormeggi durante una della ultime piena e che, infatti, era abbandonato) e che alla fine, non riuscendo il proprietario a districarsi nella giungla delle sei o sette autorità che decidono del fiume, è stato sequestrato dal tribunale).

E tranne il villaggio di tende dei barboni sotto ponte Mazzini.

 

Allora io dico una serie di cose.

 

1 - riprendiamoci il fiume

2 - ripristiniamo una navigazione che, come all'inizio, costi più o meno come il biglietto ATAC (e allora sì che i battelli saranno di nuovo pieni, anche solo per divertimento)

3 - facciamo del piccolo naviglio un bene collettivo

4 - e visto che la gente comincerà ascendere anche da questa parte, facciamo che le rampe di accesso non siano più un pisciatoio, puliamole

5 - e visto che la gente comincerà a passeggiare su lungotevere, facciamo che si spendano i 70 euro per ogni dissuasore degli storni in autunno  e che il lungotevere non sia il cacatoio sulle macchine parcheggiate che fra l'altro pagano e io al posto dei proprietari chiederei il rimborso danni al comune.

 

Mi sono francamente scocciata di riportare progetti annunciati che poi non si realizzano e voglio che la città futura sia quella che sogniamo.

A presto per tormentarvi punto per punto a proposito della nostra Riva Sinistra.

 

angela ermes :)


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