08.09.2007
for de porta
Gaeta
– La montagna spaccata
Parte del
comprensorio noto come Monte Orlando, la Montagna Spaccata è senz'altro una
delle attrattive più suggestive di una città, come quella di Gaeta, che sa
veramente soddisfare tutti i tipi di turisti. Un mare ed una spiaggia
spettacolari, un borgo medievale davvero splendido, monumenti, chiese, punti
di interesse culturale, una storia che copre quasi due millenni e spesso da
vera protagonista, specialità gastronomiche locali conosciute in tutta
Italia come le olive o la Tiella; questo è ciò che vi offre questo posto. A
proposito della storia, sapevate ad esempio, che l'antipapa Clemente VII era
stato eletto in un conclave svoltosi proprio a Gaeta? E che Pio IX, anzi S.
Pio IX (e su questo punto preferisco non commentare), ricevette
l'ispirazione per il dogma dell'Immacolata Concezione proprio mentre si
trovava a Gaeta?
Ebbene, tra le tante attrattive, stavolta vi voglio parlare della
Montagna
Spaccata. Se fossi un geologo vi direi che si tratta semplicemente di una
faglia apertasi nel fianco della montagna (Monte Orlando) lato mare e che è
rientrata per decine di metri. Aggiungerei che non è l'unica presente nella
montagna visto che la vicina
Grotta del Turco è un altro esempio della fratturazione del sito.
Se fossi un esperto di leggende vi direi che si narra che nel momento in cui
Gesù morì sulla croce, ovvero quando si ruppe il velo del Tempio di
Gerusalemme, il cuore della Terra tremò per la disperazione e si ruppe
proprio in quella montagna, creando la fessura visibile ancora oggi. Fessura
dai poteri particolari: nel medioevo un marinaio turco, che non credeva al
miracolo, appoggiò la mano sulla roccia e questa divenne improvvisamente
malleabile al punto che le sue dita vi penetrarono come burro. Ancora oggi
una delle attrattive all'interno della faglia è la cosiddetta “Mano del
Turco” mostrante i cinque buchi dovuti alle dita del marinaio miscredente
(che, detto tra noi, doveva essere alto almeno quattro metri per avere dita
del genere, ma qui si sta parlando di leggende...). Aggiungerei che S.
Filippo Neri ha soggiornato a lungo nel sito, al punto che la Montagna gli
ha offerto un giaciglio di roccia, ancora oggi noto come il “Giaciglio di S.
Filippo Neri”. Se fossi un esperto d'arte farei notare il crocifisso del
'300 nella cappelletta a metà della faglia ed i dipinti e le iscrizioni
all'ingresso della stessa.
Ma io sono solo un povero Fisico e, pertanto, devo ammettere di essere
rimasto affascinato principalmente dalle stratificazioni presenti lungo le
due pareti di roccia e dal colore
meraviglioso del mare sottostante. Forse
anche perché poche decine di metri prima, subito accanto alla chiesa della
S.S. Trinità, si trova l'entrata di uno dei posti più belli che abbia mai
visitato in tanti anni: la grotta del Turco.
Anche qui vi è una leggenda che narra che fosse il punto di riparo dalle
invasioni saracene, ma non è questo il punto importante. Si tratta di
un'altra fessurazione della montagna, ma stavolta verso il mare e a cielo
chiuso; una grotta, per l'appunto, aperta su due lati. Il colore delle
rocce, degli scogli e, soprattutto, del mare all'interno di tale anfratto è
di una bellezza emozionante. Un verde azzurro simile l'ho ritrovato solo
nella mitica Paraggi, tra Portofino e Santa Margherita Ligure, uno degli
altri punti che chi ama veramente il mare non può non visitare. Nella
grotta, cui si accede (dopo aver pagato 1€) tramite 60 scalini costruiti a
metà del secolo scorso dai frati che gestiscono il santuario, si trovano
rocce con ancora visibili conchiglie fossili, una serie di massi che
discendono progressivamente verso il mare. Al di sopra un tetto naturale ad
arco acuto fa apparire il tutto una specie di cappella aperta in stile
gotico. Nonostante il caldo opprimente del giorno della mia visita, là
sotto, ad un passo dal mare, si gode anche di una frescura meravigliosa.
Verrebbe quasi voglia di non andare mai via da quelle emozioni che il sito
suscita e che le parole non sono in grado di descrivere. Pertanto,
credetemi: l'unica cosa possibile è prendere la macchina (ahimé, Gaeta aveva
la ferrovia fino ad un po' di anni fa, ma poi è stata soppressa),
raggiungere la cittadina e seguire le indicazioni verso la Montagna
Spaccata. Non ve ne pentirete, statene certi.
Flavio