30.06.2008
c'era una volta
Galeria,
una mostra denuncia l'incuriaUna rassegna fotografica a Osteria Nuova testimonia la bellezza ma anche l'abbandono della città morta, vittima della burocrazia e dei vandali
Una
mostra per far conoscere la bellezza di Galeria Antica,
la città morta che giace alle porte di Roma. Ma anche per denunciare
il degrado di un luogo di interesse archeologico e naturalistico.
A Osteria Nuova, a cavallo tra la via Anguillarese e la via
Braccianese (e a due passi dalle rovine della città morta),
l'associazione culturale Aste Taurine ha allestito una
rassegna fotografica che si potrà visitare da sabato pomeriggio fino
a domenica sera.
Ciottolato romano e immondizie, iscrizioni lasciate
da esploratori e tombaroli dell'Ottocento e graffiti satanisti
realizzati con lo spray molti decenni più tardi. I contrasti che
Stefano Ceccotti, il presidente di Aste Taurine, ha immortalato,
sono stridenti e testimoniano un abbandono che, finora,
sembra inesorabile. Fondato da Adriano I dopo la caduta
dell'impero romano, il borgo di Galeria ha conosciuto il suo massimo
splendore tra il Duecento e il Cinquecento. È passato di mano tante
volte, dalla famiglia Orsini agli Odescalchi fino ai Manciforte. Poi
il lento declino, dovuto alla crisi economica e alle frequenti
epidemie di malaria, che il fiume Arrone provocava quasi ogni
estate.
Fino al 1809, quando l'ultima famiglia abbandonò per sempre il
borgo. Da allora, nessuno ha mai più vissuto a Galeria, eccezion
fatta per qualche brigante che vi si nascondeva per sfuggire alle
autorità. A duecento anni esatti dall'abbandono, la città morta fa
parte del sistema delle aree protette di Roma ed è sotto la
tutela dell'ente regionale Roma Natura. In questi giorni
l'ente ha assegnato alla Onlus Climax la gestione dell'area:
sorveglianza antincendio, pulizia e accoglienza. In attesa della
comunicazione definitiva, non si è mosso nulla. La
burocrazia è da sempre una delle peggiori nemiche di Galeria.
Perché Roma Natura, da sola, può fare poco: la proprietaria
dell'area è la Pisorno, un'azienda agricola del gruppo Parmalat con
sede a due passi dalle rovine, nel borgo di Santa Maria di Galeria.
Il rimpallo delle responsabilità va avanti da anni, con risultati
deleteri per l'antico borgo abbandonato.
"Se la questione non viene portata all'attenzione di tutti – spiega
Ceccotti – sarà sempre più difficile che si possa risolvere
qualcosa". Anche per questo l'esposizione coincide con la
sagra della Pizzetta, una festa paesana di Osteria Nuova
che attirerà gente dai paesi circostanti e, perché no, anche da
Roma.
Nello stand che ospita la rassegna fotografica ci si potrà anche
iscrivere gratuitamente per una visita guidata a
Galeria Antica, che si terrà domenica mattina alle 11. Portate una
macchina fotografica e una busta: vi servirà per togliere qualche
bottiglia e cartaccia.
Federico Formica per Repubblica
Le foto raccontano quello che resta di Galeria:
il campanile di S. Andrea che è il simbolo di Galeria
due degli archi di ingresso alla città
gli alberi cresciuti tra le rovine
la cava
la fonte
il fiume Arrone
il mulino sul fiume distrutto da una inondazione agli inizi dell'800
la mola che ne è rimasta
le finestre a strombatura della chiesa di San Nicola rarissime in Italia
la strada romana
e purtroppo i graffiti che rovinano su un arco e dentro una cantina
addirittura una piccola discarica dentro un'altra cantina
ma anche gli scorci, uno da cui si vedono le antenne di Radio Vaticana a Cesano
(n.d.r.)