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Garbatella

Dopodomani ricorre l'anniversario della fondazione di Garbatella, Era il 18 febbraio 1920.

Ho un piccolo drappello di amici che, chi per un verso, chi per un altro, hanno a che fare con Garbatella.

Eugenio abita a Monteverde ma dice orgoglioso "sono di Garbatella". Maurizio anche lui di Garbatella, per anni ha cercato di andare ad abitare in una delle villette ma non ci è riuscito.

Giuseppe, architetto da Venezia, una delle volte che è venuto a Roma ha annunciato "oggi vado a visitare Garbatella".

 

Per me Garbatella è Stefania anche se non abita più lì. Ma lì era la casa dei suoi genitori, la prima casa romana che mi ha ospitata quando con amici si veniva a Roma per un concerto o una manifestazione.

Stefania era amica di Adriano, conosciuti credo in un qualche campeggio in Calabria. Da lì viaggi insieme, un mitico, più o meno catastrofico, viaggio in Grecia e poi lunghi anni di amicizia. E poi io.

Stefania era orgogliosa di stare a Garbatella, anche se avrebbe preferito abitare nelle villette dove ogni tanto ci portava a passeggiare descrivendone l'incanto.

La sua famiglia veniva dal centro storico, da via dei Banchi Vecchi dove Stefania era cresciuta. Dividevano una grande casa all'ultimo piano con la famiglia della zia poi, quando Stefania stava alle medie, avevano avuto la casa popolare a piazza Macinghi Strozzi. Stefania ha sempre un po' sospirato pensando a Banchi Vecchi ma di Garbatella era innamorata, ne parlava come se fosse un gioiello (studiavamo architettura) e allo stesso tempo un posto bello da viverci, con gente bella.

E in effetti, se penso alla sua famiglia, non posso che definirli "generosi".

Sono sempre stata ospitata con grandissima gioia. Anni più tardi, quando ero già a Roma, il Natale e la Pasqua con la famiglia di Stefania era diventata una tradizione.

 

La prima volta che ero andata a Garbatella da Stefania, mi era piaciuto tanto il cortile del suo condominio che sembrava una villetta, le aiuole, i bambini, le biciclette legate alla ringhiera. E la facilità con cui riuscivo ad arrivarci anche se mi sembrava lontano (da cosa? dal centro, dalla Stazione Termini che era la mia "porta" su Roma); in fondo era sulla Colombo, dalla fermata dell'autobus, laggiù, c'era il Colosseo Bianco e casa di Stefania era all'altezza del palazzone tondo (la Regione Lazio), non ti potevi sbagliare. E ogni volta, dopo pranzo, c'erano le passeggiate ai Lotti, a sospirare davanti alle casette che sembravano uscite da un libro dei Fratelli Grimm.

Poi Garbatella per me è diventata il Palladium, la Villetta, ho imparato ad arrivarci anche da altre strade, con la Metro, in motorino; insomma Garbatella è diventata un luogo familiare come il resto della città.

Stefania nel frattempo l'ho persa di vista. Capita. Chissà che non si riesca, con la scusa di questo articolo, a ritrovarsi. Sono successe tante cose...

 

J

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