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for de porta
I
passi che facciamo
Ci sono posti e paesi che non avrei visto mai. Poi succede che situazioni
contingenti ti aiutano a fare delle cose, per esempio una andata in pensione
di mia moglie a cui e' venuta l'idea di festeggiare i 40 anni di lavoro con
un bel viaggetto assieme ai figli e relative compagne, ed ecco che riuniti
intorno ad un tavolo si decide (io conto poco nelle scelte) di andare a
visitare la Germania.
La mia sola imposizione e' stata la scelta dei mezzi di viaggio... non
prendo l'aereo... dissi, e così un po' per gioco e un po' per amore hanno
deciso di accontentarmi e abbiamo scelto il treno di notte da Roma a Monaco
di Baviera.
I vagoni letto sono per coppie, e quindi tutti sistemati nei nostri
scomparti siamo partiti.
Avevamo affittato una macchina station-vagon da Roma e all'arrivo era li ad
aspettarci, sei posti comodi e relative valigie per girare a fondo posti e
paesi interessanti.
Monaco di Baviera .. la città dalle mille facce come dicono, molto curata e
molto austera,siamo arrivati il giorno che il Bayern ha vinto il titolo
di campione di calcio e quindi ci siamo resi conto che intorno al gioco più
popolare del mondo ci sono affinità con tutti gli altri paesi,
Sapevo che Monaco e' la città più amata della Baviera soprattutto dai
giovani e l'atmosfera e' gioiosa e festosa.
Questa regione patria dello sfortunato e megalomane Ludwig II e dell'Oktoberfest
e' circondata da circa 20.000 italiani dislocati in pizzerie
e ristoranti con approcci di cucina italiana mista a salcicciotti e patate,
insomma da vedere anche se di passaggio.
Non sono qui a scrivere per farvi la storia ma solo per farvela vedere con i
miei occhi che sono gli occhi di un visitatore comune.
Nei tour della città c'e' una visita ai castelli di Neuschwastein, fiabeschi
e arroccati, dove all'interno molto ricorda l'amore viscerale di Ludwig per
Richard Wagner tanto da intitolare alcune stanze alle opere del maestro tipo
- Parsifal e Tristano e Isotta.
Per salire fin lassù ci sono mezzi classici, carrozza trainata da
mastodontici cavalli da tiro, oppure grandi salite a piedi, e' facile
indovinare cosa posso aver preso io per andarci conoscendo la mia
proverbiale pigrizia, insomma a volte l'ho scampata bella perchè stare
dietro ai miei giovani figli e' un impresa e io e la mia signora spesso
abbiamo sofferto di stanchezza e di calli ai piedi, ma sempre in clima di
gioia nel vedere la grande curiosità che ci circondava.
Dopo un paio di giorni di girovagare, fotografare, filmare siamo partiti
per..... Dachau.
La premessa è che il tempo era bellissimo, sole come non si era mai visto da
quelle parti, giornate dolci e climatiche da turisti, ma... appena giunti
davanti ai cancelli del primo campo di concentramento tirato su dai nazisti
nel 1933, delle folate di vento gelido ci hanno attanagliato nei corpi e
nelle menti, incredibile evento che ci accompagnerà per la vita, sembra
passare da una porta ancestrale, ci siamo chiusi nei nostri abiti e siamo
entrati.
L'incomprensibile storia dell'olocausto, il raccapriccio dei nomi e delle
foto, le baracche ormai smontate dove nel terreno in cui sorgevano sembrano
grandi tombe e ti sembra di vedere queste anime girovagare per cercare pace
per delle morti inutili e atroci, cercando loro stessi di capire cosa mai
spinge una mente umana a un tale stermino sadico e intimidatorio. L'uomo che
uccide l'uomo il ventre marcio della terra.
Il silenzio delle due ore passate mi faceva guardare negli occhi i miei
figli per vedere imprimere nella loro memoria questa storia allucinante per
poter continuare a ricordare... ricordare....e raccontare ai loro figli e
nipoti che la vita è di tutti e non di un esercito di falliti nazisti.
Amici lettori di " for de porta " ci siamo messi in cammino per la Sassonia.
La città di Dresda capitale del medioevo e del dialetto più antico della
Germania.
Questa città non fu toccata dalla guerra fino all'inutile bombardamento del
1945, ora si legge che la guerra era finita per la Germania, isolata e
sperduta e ....
quindi si poteva risparmiare almeno i monumenti e le fonti storiche di
questa città così piena di bellezze artistiche, ma la famosa tempesta di
fuocoal grido di "vendetta, vendetta", fu rasa al suolo, e ancora non si sa
quanti morirono.
Capitolo a parte la città di Martin Lutero si presta a turismo di massa per
le sue bellezze e la gita sul battello fluviale e qualcosa di riposante
seduti a guardare le sponde arricchite di monumenti e di silenzi incredibili
dove tutti guardano, fotografano e bevono birra.
Eccoci a Berlino, la città dell'orso, il cui nome imprime ricordi e terrore,
la nascita del terzo Reich generato dal partito nazional socialista, il
bunker di Hitler, ma soprattutto il... Muro.
Ma anche l'Alexander Platz, la grande metropolitana, la porta di Branderburg
e il castello estivo di Charlotte.
E' una città che vuole dimenticare e lo si vede a occhio e si sente nella
pelle, hanno questa storia da nascondere e da cancellare, la città per ora
e' un grande cantiere dove nascono strade nuove e grandi monumenti in
ricordo che la Germania e' anche cultura e tradizione non soltanto
oscurantismo e massacri.
La contraddizione che ci accompagna nei viaggio in questi luoghi è che
l'ordine e le strutture sociali funzionano meglio che da noi, la solita
retorica del mangiare nostro italiano, gli spaghetti,ecc. lasciano il posto
a ben altre situazioni dove i soldi che i contribuenti pagano per le tasse
sono visibili, e credo che essendo da molti anni una città multietnica la
convivenza del mondo civile e della intolleranza siano superate.
Però stare sotto il pezzo di Muro che hanno lasciato, dopo l'abbattimento,
come monumento nazionale ti fa' riflettere nel pensiero.....
L'uomo a volte nasce marcio di qualsiasi colore esso sia.
ciao ciao
Ubaldo detto Duccio