24/01/2006      chi siamo scrivici

             amici link

 

ViaVenetoRoma


Comune di Roma


Zčtema


Upter


Atac Roma


LaScatolaChiara


MiniposterCinema


AIG - ostelli

 

 

                                                                                                   cittā del cinema

Portico d'Ottavia nel cinema

Roma č stata location di film che hanno raccontato del ghetto.

Primo fra tutti, almeno per noi, L'oro di Roma, di Carlo Lizzani: racconta dei giorni immediatamente precedenti al 16 di ottobre del 1943, il rastrellamento del Ghetto. Il comando nazista chiede una sorta di riscatto, 50 chili d'oro, che la comunitā deve raccogliere e consegnare entro pochissimi giorni. Intorno alla vicenda che comunque non risparmierā la comunitā dal rastrellamento, si intrecciano le vicende di vari personaggi, soprattutto l'amore fra una ragazza ebrea innamorata di un ragazzo cristiano, collega di studi; quando vede che tutta la sua gente viene rastrellata, non riesca a restare nascosta e sale volontariamente sul camion diretta verso i campi di concentramento.

 

Gente di Roma, di Ettore Scola.

Tra i tanti personaggi che Scola ci fa incontrare, c'č

una vecchina, sta tornando a casa al Portico d'Ottavia. Stanno girando un film che racconta del rastrellamento. E' un attimo: la vecchia signora si paralizza, comincia a tremare, il tempo si azzera e lei torna a quella tragica mattina. Cade per terra ma la soccorrono gli stessi attori in divisa da SS. Di lei ci restano gli occhi sgranati dalla paura.

 

 

 

 

La finestra di fronte di Ferzan Ozpetec

Il pasticciere (Massimo Girotti) ha perso la memoria; ogni tanto gli tornano schegge di passato e una, passando dal Portico d'Ottavia, č quella del rastrellamento quando lui ha cercato di avvertire quante pių persone ha potuto senza riuscire a salvare il suo amico.

 

 

 

 

 

 

E poi, in tono leggero, due film di Gigi Magni, per la felicitā di Claudio

 

Nell'anno del Signore.

La storia di un giovane Pasquino (Nino Manfredi) che fa il ciabattino e vive "more uxorio" con Giuditta, ebrea, intorno alla vicenda storicamente accaduta dei due carbonari Montanari e Targhini. Intorno alla vita di Giuditta, Magni apre con evidente affetto, uno scorcio sulla condizione degli ebrei a Roma durante il regno pontificio. Racconta dell'obbligo ad andare ogni domenica in chiesa ad ascoltare la predica, cioč gli insulti,  che dovrebbe convertirli. E molti ci vanno con i tappi nelle orecchie. Straordinaria la battuta del Cardinale Rivarola (Ugo Tognazzi) "Pasquino mio, credo che perfino gli ebrei abbiano un'anima"

 

La notte di Pasquino

Il poeta satirico misterioso era entrato in convento per fare "la serpe in seno" e dopo anni lo ritroviamo cardinale. Ma tutte le notti il vecchio Pasquino (Nino Manfredi) continua ad andare in giro per Roma ad attaccare i suoi versi contro il potere del Papa. E scopriamo che ha rapporti stretti con la comunitā ebraica, che ne conosce la lingua, che č amico del vecchio rabbino. E che cerca sempre di impedire che i bambini ebrei vengano rapiti per essere battezzati a forza.

 

fiore di cactus

 

cerca


soggettive


accade a Roma


la cittā futura


c'era una volta


cittā del cinema


for de porta


antichi sapori


Roma sparita


paroledisindaco