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Roma sparita

L'antico sapore del Ghetto
"Dal Secolo XVI fino alla metā dell'800, gli Ebrei romani furono costretti a vivere negli umidi vicoli pieni di angusti cortiletti e di facciate annerite che, bloccati da vietati cancelli e racchiusi tra il Portico d'Ottavia, il Teatro di Marcello, le case del Cenci, dei Costaguti e il fiume, hanno costituito per secoli il Ghetto di Roma.
Un quartiere sordido, incredibile, poverissimo, spesso inondato dal Tevere, di cui si č persa oggi buona parte, divorata dalla verso il fiume bonificata e urbanizzata con al centro la sinagoga, l'eclettico Tempio di Armanni e Costa.
Ma tanti dei vicoli e delle case di allora rimangono abitati da ebrei fedeli alle vecchie abitudini, tenacemente solidali in interessi e affeti, rigidamente ancorati alle loro tradizioni esaltate dalle persecuzioni.
Meravigliosamente umana č l'atmosfera che rivive nelle tavole di Roesler Franz, amara testimonianza di una nemesi dura a morire.
Poetico il contrasto tra i ruderi del romano Portico d'Ottavia, ancora esistente e che chiudeva il Ghetto a sud, e le povere cose e le sconsolate figure."
Cosė scriveva nel 1983 Sergio Cartocci.
Le immagini di Ettore Roesler Franz:
ancora uno scorcio di via Capocciuto
case medievali al Portico d'Ottavia
via Rua in fondo al Portico d'Ottavia
Invitiamo i nostri lettori ad un giro in Ghetto a ritrovare gli angoli, a scoprire i nuovi scorci, a sentire vecchi e nuovi profumi e, se hanno piacere, a mandarci le loro foto che saranno subito pubblicate