lunedė 07 novembre 2011
c'era una volta
L'avevo intercettata molti anni fa nell'archivio della rivista "Amici di Monte Mario", l'ho ritrovata ieri parlando di Castel S. Angelo: č la foto dell'esecuzione di Monti e Tognetti, ultima pena capitale eseguita dallo Stato Pontificio, dal Papa Re. Era novembre 1869, meno di un anno e sarebbe stato il 20 settembre, la breccia di Porta Pia e Roma Capitale.
La fotografia esisteva da qualche decennio, Daguerre stava mettendo a punto le sue tecniche, giā nel 1822 era stata scattata una foto su vetro di Pio VII poi andata perduta.
Ciononostante questo patibolo in piazza di Ponte, alla fine di via di Panico, mi lascia sconcertata proprio per la qualitā intrinseca alla fotografia che la rende diversa dalla pittura: non č una interpretazione, la foto č la testimonianza incontrovertibile del reale.
Reale e incontrovertibile č la ghigliottina: di patiboli, tra forche, sedie elettriche e camere a gas, ne abbiamo visti molti, troppi. Ma la ghigliottina, di rivoluzionaria memoria, l'abbiamo vista solo dipinta o disegnata. Questa č reale. E il boia che si vede č Mastro Titta.
Questa foto rende tangibili e vicini personaggi che fanno parte di una storia remota, che sono nei testi teatrali di Garinei e Giovannini (Rugantino).
E rende tangibile l'orrore.