02.10.2007
soggettive
Gina
cammina e Antonella Toffolo la racconta
Una mostra molto particolare questa alla Casa della Memoria perchč sono esposte le tavole di un fumetto che racconta i piccoli fatti di vita di Gina, bambina durante la Resistenza fra l'Appennino e Firenze.
Mi veniva da dire "avventure" ma nonostante le virgolette che avrei messo, il termine mi č sembrato riduttivo e deviante. Anche se da bambina puō vivere tutto come una avventura e anche se l'avventura non č affatto una cosa leggera, Gina vive piccoli accadimenti straordinari molto profondi: c'č la guerra, c'č un treno con cui bisogna scappare, ci sono i soldati...
Avventura in un contesto cosė č un termine fatuo.
La mostra č quindi da leggere oltre che da vedere. Le tavole hanno esattamente la dimensione del fumetto e dunque per seguire il viaggio di Gina bisogna starci vicino, bisogna metterci attenzione. Non č difficile: il segno grafico č "terribilmente" bello: č un bianco e nero tanto duro da sentirne la fisicitā, quasi come se graffiasse: e infatti di graffi si tratta perchč Antonella non lo ha disegnato aggiungendo colore (nero) ad un foglio bianco come faremmo tutti (se sapessimo disegnare) ma ha graffiato via il nero facendo apparire il bianco sotto e delineando le figura per sottrazione. E' una tecnica che si chiama scratchboard.
Guardo le note di Antonella: č nata a Milano nel 1961. Come mai, mi chiedo e le chiedo, una bambina del '61 racconta di una bambina del '43?
E Antonella semplicemente mi risponde che Gina era sua madre e che il fumetto č il racconto che la madre le ha fatto da quando era piccola, come fanno le madri, come fanno i parenti, come ha fatto mia madre: gli stessi fatti raccontati mille e mille volte. Per Antonella č successo che anche da grande, ogni anno, sul finire dell'estate, quando i parenti si ritrovavano, si finisce per raccontare di quei giorni e del viaggio di Gina.
E' molto bella Antonella, grandi occhi verdi, un look milanese come certi milanesi illuminati e colti sanno avere: baschetto francese, calze elaborate... ricorda, non a caso credo, Valentina di Crepax.
Tanto per dirne solo una della sua vita, Antonella fa parte di un gruppo di artisti che si chiama "I cani" e hanno un sito da visitare assolutamente (uso questo avverbio odiosamente inflazionato in via del tutto eccezionale perchč finalmente appropriato): www.arfarf.it