15.03.2008
soggettive
Gironzolando
ma nemmeno troppo
E' un po' come quando ci si decide ad alzare gli occhi al disopra delle vetrine che, giustamente sono mese lì per invitarci agli acquisti: vuoi per uno starnuto che dobbiamo aiutare, vuoi perchè una nuvola ha oscurato il sole, alziamo gli occhi e ... meraviglia! appaiono facciate di palazzi, insospettabili balconcini con ringhiera a cui, peccato, non si affaccia mai nessuno, decorazioni che da decenni aspettano uno sguardo.
Se riusciamo a ricordare di usare gli occhi per "vedere", allora, anche correndo agli appuntamenti, se ci mettiamo con il cuore disposto all'avventura, per quanto piccola, anche nel pieno delle rogne quotidiane, possiamo fare vere e proprie scoperte.
Nei giorni scorsi io ne ho fatte tre, due belline, l'altra un po' meno.
UNO
A piazza Colonna non è che manchino le strisce pedonali ma, a farci caso bene, non sono dove servono davvero e cioè in quello spicchio di mondo all'angolo fra la Galleria Colonna ... opssss... Alberto Sordi e la Rinascente, dove arrivano le macchine da tutte e due le parti del corso e una è coperta. Un semaforo? Sì, ma c'è altro: c'è un sottopassaggio. Il primo ricordo è di un posto buio e maleodorante (eufemismo), ci si ricorda che forse è stato chiuso, che poi... ma quando? c'erano i libri usati.... alla fine scendo. E... meraviglia! è diventata una libreria, una lunga e fornita libreria con bellissime curiosità. Un po' come è successo a Piazza fiume. Forse è successo in tutti i sottopassaggi ... non vale la pena di andare a sbirciare nell'underground capitolino?
DUE
Chi non ha la tessera intera rete non può capire. Avevo deciso di tornare a piedi da piazza Mazzini e invece ecco la nuvolaccia marzolina di cui sopra. Così ho preso al volo il 30 a via Ferrari. Stavo parlando al telefono quando mi sono accorta di qualcosa di insolito: sul 30, vettura 305, ci sono le rastrelliere per le biciclette. Meravigliaaaaaa! Come sui treni regionali, come sulla Metro. E infatti così recita il sito
Non parla esattamente della linea 30 ma... si può indagare,no?
TRE
Nella piazzetta tra via Monserrato e via Giulia, quella dove affaccia la meraviglia di palazzo Ricci, con la coda dell'occhio mi sembrava ci fosse qualcosa che non andava.
Ma certo! Che cosa ci fanno le piante sulle panche in pietra ai bordi del palazzo?
sono le stesse panche che ci sono a palazzo Farnese e dove è così piacevole sedersi, fare una pausa, due chiacchiere all'ombra, leggere... semplicemente guardarci intorno e ringraziare il fato o il cielo per essere capitati da queste parti.
E non è il solo esempio. A due passi, a via Giulia, c'è palazzo Sacchetti con due piccole panche eleganti ai lati del portone; e poco prima ci sono "i sofà" del palazzetto dell'hotel St. George, resti di un progetto mai realizzato da Raffaello, diventate sedili

Altri tempi, evidentemente tempi di maggiore generosità e tolleranza nei confronti del viandante. E dire che Roma scopre di vivere di turismo... non sarà che il turista stanco sarà il caso che per sedersi debba anche pagare al bar o al ristorante? Se così fosse Roma, città dell'accoglienza, farebbe una brutta figura. Sono sicura che è una faccenda di piccolo egoismo da parte del condominio. E mi chiedo se sulla sistemazione esterna di un palazzo tutelato non debba decidere il Comune, visto che queste piante sulle panche sono una alterazione forte del disegno della facciata.
angela cannizzaro :)
ps
- qualcuno mi suggerisce che probabilmente da parte dei Ricci non
si tratta di egoismo; poichè non si è visto mai nessuno seduto su quelle
panche di pietra, può darsì, ahinoi, che siano davvero convinti che i vasi
siano un bell'ornamento. Comunque suggeriamo di spostare i vasi a
sostituzione delle BRUTTISSIME transenne nei paraggi del mascherone che
devono impedire il parcheggio delle macchine davanti a locali che sono di
pertinenza dell'ambasciata di Francia.