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lunedì 13 giugno 2011

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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La granita di caffè (con panna)

Adesso ci sarà sicuramente una qualche macchina robotica da cucina per fare la granita, magari è la stessa macchina per il gelato di cui Adriano è tanto contento. Io però la granita la faccio come la faceva mia madre nei pomeriggi d'estate, quando era un rito come per il caffè con la macchinetta napoletana.

Per fare la granita mia madre preparava un caffè leggero e poi lo versava nelle vaschette di alluminio per fare i cubetti di ghiaccio, quelle due vaschette date in dotazione col vecchio frigorifero, quelle che ci si metteva dentro una specie di griglia sempre di alluminio con le alette mobili, un attrezzo che "divideva l'acqua" in grossi pezzi di ghiaccio.

Mia madre versava il caffè, zuccherato, dentro queste vaschette (senza griglia) e metteva le vaschette nel "frigider", nel freezer o scomparto del ghiaccio..

E da quel momento cominciava la lavorazione attenta per fare la granita: ogni cinque minuti si trattava di mescolare con un cucchiaio in modo che il caffè non diventasse un unico blocco ma si trasformasse in una granita soffice e cremosa.

 

Mangiavamo la granita sul balcone della cucina che di pomeriggio era in ombra. non era un bel balcone; a differenza di quello verso il mare, nella sala da pranzo, che aveva una inferriate ed era pieno di piante, questo della cucina era un balcone in muratura, c'era la vasca in cemento per i pani, c'era ancora perfino la vecchia pompa arrugginita con cui i primi anni si pompava l'acqua per raccoglierla nel "serbatoio", nel cassone di eternit. Ma su quel balcone ogni tanto mangiavamo la granita il che succedeva quando mia madre aveva voglia di farla. Spesso da quel balcone facevo volare le bolle di sapone nel cortile, a volte con mia cugina stendevamo una coperta e il balcone diventava una tenda indiana.

Quasi tutti i nostri vicini avevano trasformato il balcone della cucina in veranda, recuperando spazio. A noi mancavano i mezzi ed è rimasto così, bruttarello, anche quando ho venduto la casa.

 

La panna mia madre non la usava.

La panna era una cosa da bar.

La panna sarebbe venuta dopo, come del resto molte altre cose.

 

angela :)


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