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                                                                                                             soggettive

Il guardaportone

Al Campidoglio c'è una carica molto speciale: il guardaportone. E tra i guardaportone che sono una decina, c'è "il guardaportone", come si è definito Antonio, per gli amici Tonino.

Ci sono cascata come una pera, gli ho chiesto perchè, lui mi ha risposto perchè è il solo per cui è stata fatta una delibera. Ci ho provato: se vengo uno di questi giorni, mi racconta meglio?

E così l'altro pomeriggio, verso le due, dopo una delle tante conferenze stampa, Tonino e io ci siamo seduti nella Sala del Carroccio e lui ha cominciato a raccontare.

L'altro giorno scherzava, non è che ci sia un guardaportone insignito della carica e gli altri si fregiano del titolo; è che Antonio è il più anziano del gruppo, nel 1976 lui è stato l'ultimo a diventare "guardaportone" come era accaduto sempre, con delibera. Era una cosa necessaria perchè il guardaportone percepiva una indennità. Dopo non è stato più così e quindi si è diventati guardaportone semplicemente a seconda delle necessità e per attitudine particolare.

E prima cosa faceva Antonio? Faceva il vigile come tutti i guardaportone.

I guardaportone ci sono dagli anni '50. Fino a poco tempo fa erano solo in due perchè il servizio era previsto solo per l'ingresso di Sisto IV, quello della Lupa; da sette anni il servizio è stato esteso anche a Campidoglio 2... e qual'è? L'ingresso dall'altra parte, quello sotto il passaggio dal palazzo alla Protomoteca.

Attitudini? Perchè, cosa fa il guardaportone?

Deve essere una persona capace di trattare con il pubblico e fare fronte agli eventuali problemi. Ma quali problemi? Al Campidoglio si entra solo se ricevuti, a parte noi giornalisti che dopo un po' diventiamo di casa e andiamo su senza chiedere il passi?

Intanto ci sono i visitatori: se qualcuno li attende, bisogna chiamare, annunciarli, verificare che ci sia davvero un appuntamento, prendere il documento rilasciare il passi. E fin qua niente di complicato. Poi ci sono quelli che vengono al Campidoglio perchè vogliono che il sindaco risolva il loro problema; si tratta quasi sempre di persone sfrattate o bisognose di un sussidio perchè in gravi difficoltà. Il sindaco risolve ma certo non può ricevere chiunque in qualunque momento. E poi per molte di queste faccende basterebbe rivolgersi al municipio. Il guardaportone deve da una parte impedire garbatamente l'accesso al palazzo, comprendere il problema e indicare la strada, le persone giuste a cui rivolgersi.

E la divisa che indossano ogni 21 aprile per i Natali di Roma?

E' la divisa dei fedeli di Vitorchiano. Nel 1267 i cittadini di Vitorchiano si dichiararono fedeli alla città di Roma come ringraziamento per l'aiuto ricevuto nella guerra contro Viterbo. Roma li insignì della cittadinanza, di potersi fregiare della Lupa e di fornire le guardie capitoline. La divisa è stata disegnata da Michelangelo Buonarroti.

E' la divisa che ho visto il 21 di aprile, quando suona la Patarina, l'unico giorno in cui è possibile sentirla.

Tonino precisa: non è l'unico giorno, suona anche nelle occasioni di emergenza per la città; se suonasse adesso, per sbaglio, come è successo tempo addietro ad un operaio che faceva dei lavori sulla torre, ci sarebbero un centinaio di persone anziane che telefonerebbero per chiedere cosa succede.

Anni fa era possibile salire alla Torre e raggiungere la Patarina ma poi, negli anni del terrorismo, per questioni di sicurezza, le visite sono state annullate. Adesso si visita il palazzo, la domenica fino alla fine di maggio. E poi Veltroni è un sindaco molto generoso; capita spesso che chieda a Tonino "pensaci tu" perchè ha piacere che un gruppo di studenti o di turisti o di bambini visiti il palazzo.

Il palazzo ha una storia... quando si saliva alla torre, si passava dalla sala del Boia. Del boia? Certo, questo era un palazzo di governo, c'erano le prigioni. E c'è la storia: basta farci caso già entrando: la facciata sulla piazza è rinascimentale ma il posto del guardaportone è all'interno di una torre medievale, la Sala del Carroccio, di fronte si chiama così perchè i rappresentanti della Lega Lombarda, in visita a Roma avevano portato qui il carroccio: i cittadini romani lo distrussero perchè per conquistarlo erano stati comunque uccisi degli italiani. Subito dopo la vetrata ci sono i muri dell'antico Palazzo Senatorio, una parte non visitabile.

Qui accanto, al posto riservato al vigile urbano in servizio al Palazzo insieme al guardaportone, insieme al plastico, c'è una raccolta di riproduzioni che raccontano come è cambiato il Campidoglio.

Un sacco di storia. Già.

Mi viene in mente che nella Sala delle Bandiere dove vado praticamente tutti i giorni, a quel tavolo dove prendiamo appunti per i nostri articoli, è stata firmata da Mazzini la Costituzione della Repubblica Romana.

Tremano le vene dei polsi.

Grazie, Tonino, grazie di tutto e soprattutto della grande gentilezza che ci riservate sempre

 

angela cannizzaro :)

 

ps - le riproduzioni sembrano i resti di una mostra iconografica sul Campidoglio. noi ci scusiamo per la qualità delle immagini, sono state fotografate al buio. Ma chissà che la meraviglia che si intuisce non serva da spunto per una nuova mostra ... In ogni caso sono certa che questo piacerà a Massimo.

01 - Campidoglio nel 1400

02 - poco prima degli interventi di Michelangelo

03 - il Campidoglio nel 1300

04 - la pianta di Antonio Tempesta - 1593

05 - il palazzo nel Cinquecento - E. Du Perac

06 - in una stampa del '700

07 - sembra una foto dell'800 con le case in mezzo al Foro Romano

08 - il plastico

 

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