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domenica 17 gennaio 2010

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                  c'era una volta

L'idroscalo

Veramente c'è ancora ma di sicuro "non è più quello di una volta" e se volessi aggiungere "perchè cari miei, a quei tempi quando c'era lui...", già basterebbe a fare un po' di luce sulla storia di questa parte non solo dimenticata ma anche in qualche modo oscurata perfino sul vasto mare di internet.

 

Ci sono incappata un paio di settimane fa all'annuale piena del Tevere, il nome ha suscitato ricordi e dai ricordi alla curiosità il passo è breve.

Così sono andata a cercare notizie sull'Idroscalo è si sono aperte tante pagine di cronaca legate a Pier Paolo Pasolini, altre pagine più recenti  relative a sgomberi, bonifiche, degrado, apertura di un Parco letterario...

Ma di storia nulla.

Di come l'idroscalo è diventato quello che è adesso nulla.

 

Ho anche chiesto ad un amico di tastiera che da Ostia scrive cose che ci somigliano, fatti di vita che si intrecciano con la sua vita in una specie di flusso dal sapore "joyceiano"... e Mario ci ha mandato tre suoi pezzi sull'idroscalo che pubblichiamo con vero piacere anche se è stato difficile trovare foto che li corredassero degnamente.

Un amico all'idroscalo

Sgomberata la baraccopoli

Nuova Ostia  (Del 19 agosto dell'anno scorso è lo sgombero delle Case Armellini per pericolo di crollo, quelle di Ostia Nuova che già nel 1970 erano considerate case di ricotta. Case abitate negli anni 70 dai baraccati dell’Idroscalo e dai moltissimi senza tetto venuti dalle decine di baraccopoli della città, richiamati dal movimento per  l'occupazione delle case. Pasolini le chiamava "la periferia delle periferie")

 

Ce n'è voluta ma dai e dai qualche traccia alla fine si è fatta trovare.

Si chiama Idroscalo perchè fin dagli anni del fascismo lì, alla foce di quel braccio del Tevere che si chiama Fiumara Grande, c'era appunto un idroscalo, il luogo dove atterravano gli aerei e che, recita un articolo, segnava la vocazione di Ostia ai trasporti con in resto del Mediterraneo e anticipava l'aeroporto di Fiumicino.

 

Ci sono anche cronache del 1933 che raccontano dell'arrivo all'idroscalo di Ostia di Italo Balbo reduce dalla sua memorabile traversata atlantica. Era stato ricevuto da Roosevelt in persona e pare che Mussolini fosse piuttosto preoccupato dalla fama che Balbo aveva acquisito. Ciò nonostante, o forse proprio per questo, gli conferì non so quale importante onorificenza.

 

Insomma un passato abbastanza illustre.

Sul cosa sia successo per arrivare a oggi immagino sia storia di ordinaria gestione del territorio nelle sue parti meno appetibili. L'idroscalo pare che fino a qualche decennio fa era un borgo di pescatori. E da lì casette abusive, storie di marginalità e consimili.

Volendo fare un po' di cronaca spicciola ecco le tappe salienti

1975 - la notte del 2 novembre viene assassinato Pasolini

1998 - viene inaugurato il Porto turistico di Ostia

2004 - l’operazione «Anco Marzio», si chiude con 18 persone arrestate per associazione di stampo mafioso

2005 - il 19 dicembre viene inaugurato il nuovo monumento a Pasolini

2006 - il 2 novembre viene presentato il Parco letterario dedicato a Pasolini nell'area intorno alla stele che lo ricorda

2007 - il 10 ottobre viene sgomberata la baraccopoli nei paraggi di Tor San Michele. L'area sarà destinata alla Lipu.

E da lì, fino ad oggi si susseguono progetti di recupero, proposte, sopralluoghi...

 

A parte le inquadrature di Nanni Moretti in vespa, quello che deve essere l'idroscalo lo dice chiaramente la "tessitura" che si vede da Google Hearth.

 

E poi immagini, video... praticamente zero tranne una raccolta magnifica in un magnifico ed eloquente bianco e nero che però è come se inquadrasse le casupole ai margini e l'autore non fosse riuscito ad entrare nei vicoli.

Ho trovato un video che mi è sembrato bello ma molte onde, campi stretti, qualche cane, una sola inquadratura dalla macchina andata e ritorno, come se all'idroscalo non solo non sia facile fotografare, ma meno ancora fare riprese.

E date le cronache non mi stupisce affatto.

 

angela :)

 


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