16.11.2007
soggettive
Carandini
e il Vittoriano
Gentile Signora Latella, seguo con attenzione ed interesse la sua rubrica e colgo l'occasione della pubblicazione dell'articolo del professor Andrea CARANDINI nelle pagine della cronaca di Roma "IL SACRO E IL NUOVO" (oggi, 13 novembre) per farmi portavoce di un vivo ringraziamento e di grato apprezzamento per questo suo intervento.
Ci siamo
detti: finalmente una voce autorevole fuori dal coro di quella
ristretta cerchia di intellettuali che, curando i propri orticelli (spesso
di
potere), si arroccano su posizioni ideologiche molto conservatrici,
imponendo scelte che fortemente condizionano la fruizione della bellezza di
questa città.
Sembra spesso che si dimentichi che la sua caratteristica di fondo è proprio la stratificazione storico-estetica dell' URBE, alla quale è d'uopo lasciare una traccia dei nostri tempi. Possibile che non si leggano i segnali che arrivano dalle moltitudini di cittadini che si presentano in lunghe code per partecipare all'evento?
Come
giustificare la polemica martellante intorno all' ARA PACIS
mentre folle di cittadini aspettavano in pazienti file di appropriarsi della
bellezza del monumento?
Non mancava il sospetto di venire identificati quali barbari ignoranti da chi ha spazio mediatico e capacità di condizionamento politico-amministrativo sulla vita della città.
Lasciateci godere delle forti emozioni che ci fanno vivere gli interventi tesi a farci partecipare alla bellezza che questa città unica può offrirci come ricompensa alla dilagante bruttezza, senza tirare in ballo a comodo il barocco romano dove tra l'altro non ha traccia.
Chi ha goduto e gode del privilegio di accedere a titolo personale a luoghi unici e significativi dell'essenza di Roma dovrebbe fare uno sforzo per capire che penetrare sempre più a fondo dietro le facciate, conquistare fisicamente la città significa lasciare che cresca finalmente un sentire forte di appartenenza, creare un senso comune di cittadinanza da parte di chi a vario titolo (e siamo la maggioranza) vive a Roma da tempi diversi e vuole diventare CIVES ROMANUS.
Lasciar crescere un sentire comune attraverso la penetrazione più profonda
del significato culturale di questa città, e cercare una lettura
antropologica dei fenomeni di partecipazione a tutti gli eventi che si
verificano in città potrebbe aiutare le scelte politico-amministrative senza
preconcetti ideologico-massimalistici, per ottenere maggior rispetto per
questa che la storia ci ha consegnato come capitale ed a vario titolo punto
di riferimento per il mondo tutto.
Ecco
perchè dico ancora grazie al professor Carandini ed a lei per la sua
paziente lettura.
Saluti molto cordiali anche a nome di molte altre persone con le quali ci scambiamo opinioni e molto senso di frustrazione.
Sua,
Luisa Piemontese