14.07.2006
accade a Roma

“IMPERATORI ALLA SBARRA”
Processo a Giulio Cesare – Anatomia di un Omicidio
dal 17 al 21 luglio 2006
Processo a Nerone – Le confessioni di Agrippina
dal 24 al 28 luglio 2006
di Corrado Augias e Vladimiro Polchi
regia di Giorgio Ferrara
BASILICA DI MASSENZIO
Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti (max 1200)
Inizio spettacoli ore 21.00
Info: 06/82059127
Due grandi imperatori romani, Caio Giulio Cesare e Nerone, le cui vite
controverse accendono da sempre la curiosità e l’immaginazione di milioni di
persone, saranno sottoposti ad un vero e proprio processo con capi
d’imputazione, presidente di tribunale, corte, accusa, difesa e testimoni.
Una giuria popolare, composta da 12 persone scelte ogni sera tra il
pubblico, avrà infine l’impegnativo compito di decidere la sorte
dell’imputato, emettendo nei suoi confronti verdetto di colpevolezza o di
innocenza.
L’inaugurazione del 17 luglio è affidata al ”Processo a Giulio Cesare -
Anatomia di un Omicidio”, che, dopo il successo riscosso lo scorso anno ai
Mercati di Traiano, torna fino al 21 luglio a grande richiesta, con un cast
eccezionale costituito da Corrado Augias, Urbano Barberini, Paolo Bonacelli,
Benedetta Buccellato, Andrea Giordana.
Dal 24 al 28 luglio sarà possibile assistere invece all’inedito spettacolo
“Processo a Nerone – Le confessioni di Agrippina”, che vede protagonista una
straordinaria Adriana Asti, accompagnata sulla scena da attori importanti
come Paolo Bonacelli, Ludovico Fremont, Luisa Ranieri, Carlo Simoni, e Jean
Sorel. In occasione della prima replica del 24 luglio sarà presente anche
Corrado Augias nel ruolo del Presidente del tribunale.
Entrambi gli spettacoli sono ideati da Corrado Augias e Vladimiro Polchi,
per la regia di Giorgio Ferrara.
Quest’anno ben 1200 persone a sera avranno la possibilità di assistere
gratuitamente agli eventi. Proprio per il grande afflusso di pubblico
riscontrato nella passata edizione, è stata infatti scelta la Basilica di
Massenzio come sede delle rappresentazioni.
Dal 17 al 21 luglio 2006
PROCESSO A GIULIO CESARE
ANATOMIA DI UN OMICIDIO
di Corrado Augias e Vladimiro Polchi
regia di Giorgio Ferrara
con: Corrado Augias, Urbano Barberini, Paolo Bonacelli, Benedetta
Buccellato, Andrea Giordana – interventi degli storici Luciano Canfora, e
Andrea Giardina.
Musiche originali di Alessandro Nidi
Sul banco degli imputati, Caio Giulio Cesare.
Nato a Roma il 12 luglio del 100 a.C., Caio Giulio Cesare è figlio di una
delle più antiche famiglie patrizie romane, la gens Giulia, discendente da
Iulio, figlio di Enea e nipote di Venere. Tanto è stato scritto e
rappresentato, in ogni epoca, su questo grande uomo di stato, stratega e
combattente, ma anche abilissimo uomo di comunicazione, valente scrittore ed
oratore eloquente. E molti sono gli interrogativi che ci si è posti su
questo importante personaggio storico e sulla sua tragica fine.
Lo spettacolo affronta in maniera assolutamente originale, il tema
affascinante della controversa figura di Cesare, della sua straordinaria
apparizione nella storia di Roma e del mondo, delle mille battaglie condotte
per terra e per mare, dalla fredda Inghilterra ai deserti africani, la sua
parabola dalla gloria assoluta alla morte violenta.
Un uomo grande e virtuoso, padrone onnipotente di Roma e del mondo, che si
trova però solo ad affrontare il tradimento e la morte. E ad attirare
ulteriormente l’attenzione su uno dei personaggi più famosi della storia
basterebbe pensare che nessuno dei suoi assassini gli sopravvisse per più di
tre anni e nessuno di essi morì per cause naturali.
I capi di imputazione a suo carico sono molto gravi:
genocidio nei confronti degli Elvezi, dei Galli e dei Germani, corruzione ed attentato alla Repubblica romana.
L’esito
del processo non è però scontato o prevedibile, in quanto il tribunale non è
una farsa, ma un procedimento legale in tutta regola.
I testi dello spettacolo sono tratti da autori classici quali Cesare,
Cicerone, Svetonio, Plutarco, da brani dell’opera di William Shakesperare e
da interventi di Ettore Paratore, Luciano Canfora, Max Gallo e Giuseppe
Zecchini.
Il Presidente del tribunale, Corrado Augias, presiede una corte con Andrea
Giordana, l’accusa, Paolo Bonacelli, la difesa, Urbano Barberini, nei panni
dei testimoni Bruto e Vercingetorige, e Benedetta Buccellato che dà vita a
Calpurnia e Cleopatra. La scena è arricchita dall’intervento di due storici,
Luciano Canfora e Andrea Giardina.
Dal 24 al 28 luglio 2006
PROCESSO A NERONE
LE CONFESSIONI DI AGRIPPINA
di Corrado Augias e Vladimiro Polchi
regia di Giorgio Ferrara
con: Adriana Asti, Paolo Bonacelli, Ludovico Fremont , Luisa Ranieri, Carlo
Simoni, Jean Sorel.
Musiche originali composte e dirette da Marcello Panni eseguite dal vivo
dall’ensembleTrombe di Risonanza
“Nerone morì nel suo trentaduesimo anno d'età, il giorno stesso in cui, un
tempo, aveva fatto morire Ottavia, sua moglie, e la pubblica esultanza fu
così grande, che i plebei corsero per tutta la città coi berretti di feltro
sulla testa”. (Svetonio, Le vite dei dodici Cesari, libro VI).
Roma, 60 d.C., ottocentesimo anno dalla fondazione della città, ab Urbe
condita.
Roma, metropoli di un milione di abitanti, cuore dello smisurato dominio
romano.
A metà del I secolo d.C., l’Impero copre la maggior parte del mondo
conosciuto: dalla Britannia sud-orientale all’Africa magrebina ed egizia;
dalla Lusitania alla Cappadocia e giù fino ai remoti deserti della Siria.
Sul banco degli imputati, Lucio Domizio Enobarbo, detto Nerone, nato il 15
dicembre del 37 d.C. ad Anzio. Figlio di Gneo Domizio Enobarbo e di
Agrippina Minore, imperatore romano a soli 17 anni, ultimo sovrano della
gente Giulio-Claudia.
Le accuse, sono gravi e terribili.
Omicidio. Per l’assassinio della madre, Agrippina, della
moglie, Ottavia, del fratello d’adozione, Britannico, del precettore, Seneca.
Corruzione dei costumi. La sua sessualità era iperbolica e
malata.
Incendio doloso. Ha appiccato il fuoco sul sacro suolo di
Roma.
Persecuzione dei cristiani.
Ma Nerone fu anche il princeps che garantì 14 anni di pace e prosperità
all’Impero. Cultore di tutte le arti, amante del bel canto e della
recitazione. Autore di una vera rivoluzione culturale, che portò nella
ruvida società romana gli stili di vita colti e civilizzati dell’Ellenismo.
Nerone non era un sanguinario, detestava le guerre, gli spettacoli cruenti,
la violenza, le esecuzioni capitali. A lui seguì il caos. Gli succedettero
ben tre imperatori in un anno: Galba, Otone, Vitellio.
Una madre violenta, un precettore opprimente, volevano fare di lui uno
strumento, relegarlo a una perenne minorità, condizionato in ogni scelta.
Nerone preferì farsi trastullo dei propri sogni, scegliere da sé le proprie
illusioni.
I testi dello spettacolo sono tratti da Tacito, Svetonio, Cassio Dione,
Plinio il Vecchio, Seneca, Plutarco, Marziale, Eutropio, Giovenale, Sesto
Aurelio Vittore.
Un processo in piena regola, con un Presidente del tribunale, che in
occasione della prima replica del 24 luglio sarà interpretato da Corrado
Augias, una splendida Adriana Asti nelle vesti di Agrippina, Jean Sorel nel
ruolo dell’accusa, Carlo Simoni che interpreta la difesa, Paolo Bonacelli,
nei panni di Seneca, Ludovico Fremont nel ruolo del Britannico e Luisa
Ranieri che dà vita a Messalina. Le testimonianze, il lungo contraddittorio
tra accusa e difesa ed infine la decisione della giuria popolare scelta ogni
sera tra il pubblico.
comunicato stampa