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07.05.2009 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                          soggettive

Gironzolando sul web ho trovato sul sito www.intervisteromane.net una vecchia intervista a Giulio Andreotti. Come si fa a non riproporla?

L'imperatore Giulio, l'ottavo Re di Roma.

Roma 1999
intervista di Gianfranco Gramola

Alle mie domande il Senatore risponde telegraficamente (sono più lunghe le domande che le risposte ) come è sua usanza, ma dalle brevi risposte si capisce l’amore e l’affetto che nutre per la sua città.


Senatore, che sensazione le regala Roma ?
La gioia di viverci da più di 80 anni.

Per un romano come lei, cos’è Roma ?
La mia città


Ma Roma è o era la città più bella del mondo?
Per me è la città più bella del mondo.
 

La tradirebbe per un’altra città?
Assolutamente no!

Roma è ancora una città vivibile?
Come no… tant’è vero che ci viviamo in tanti.

La sua piazza preferita?
Piazza Navona, sicuramente …per tanti sogni e giochi infantili.


Quale Roma ricorda molto volentieri?
Sicuramente quella della mia infanzia.

Nei momenti liberi in che via o zona ama passeggiare?
Amo passeggiare nel centro storico, dove sono nato, oppure amo “sostare” nel giardino dei Passionisti a S.Giovanni e Paolo.

A parte il traffico, cosa cambierebbe di Roma?
A parte il traffico, niente!

Qual è il difetto del romano?
Un certo indifferentismo.

Una virtù del romano?
Una grande generosità.

Cosa la fa sorridere di Roma?
Lo scetticismo a piccole dosi.

Cosa la rattrista di Roma?
Il cimitero, anzi, i cimiteri.

Da tanto si parla di eliminare il mercato domenicale di Porta Portese. Qual è il suo parere ?
E’ un errore… un po’ più di igiene e di ordine però non sarebbe male.

Qual è il suo piatto preferito?
Gli spaghetti con il pomodoro.

C’è un monumento che butterebbe giù molto volentieri?
No! Nessuno.

Se il governo avesse sede in un’altra città, Roma sarebbe più amata?
Non lo so.

Lei ha conosciuto il poeta romano Trilussa. Che ricordi ha di lui?
Ho cenato spesso con Trilussa quando lavoravo al giornale “Il Popolo”, a Palazzo Sciarra. Serate indimenticabili. Andavamo al Falchetto. Lui consumava un pasto intero. Noi giornalisti un piatto di spaghetti.


Come pensa sarà l’Anno Santo del 2000?
Bellissimo e indimenticabile.


Lei Senatore ha scritto numerosi libri. A quando un libro su Roma?
E’ imminente.

 


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