domenica 20 marzo 2011
soggettive
Pippo
Baudo per intervisteromane.net
2004
Quando sei venuto a Roma, Pippo?
Mi sono stabilito qui nel ’60. Era una Roma molto diversa, ovviamente,
molto più spensierata. Gli anni sessanta sono stati anni diciamo un po’
pazzi. Si lavorava molto. Ma Roma ha una grande caratteristica, essendo
una città multietnica e anche multiregionale, essendoci un po’ tutte le
regioni rappresentate. La caratteristica è quella di accoglierti con
molto affetto. Quindi mi sono trovato praticamente subito a casa mia.
Hai sempre abitato nel centro?
No! All’inizio stavo in una pensione in periferia, poi mi sono
trasferito a via dei Giornalisti, poi vicino alla Rai, dove abitavo in
un'altra pensione che era di una contessa e poi sono andato a vivere in
campagna, a Morlupo, poi sono andato a vivere in via Flaminia e dopo mi
sono stabilito qui, nel centro storico, a due passi di piazza di Spagna.
Questo appartamento l'ho trovato grazie a Nicoletta Orsomando. Mi
raccontò che un suo zio lasciava quest'appartamento e io presi la palla
al balzo.
C’è una zona a cui sei particolarmente legato?
L’angolino della mia memoria rimane piazza Mazzini, dove c’è la Rai,
perché lì ho trascorso, si può dire, vent’anni della mia vita e perché
lì oltre che a lavorare in Rai andavo a mangiare, incontravo gli amici,
andavo a passeggiare in quel quartiere, ossia Prati, che è il quartiere
che mi è più vicino sentimentalmente.
Cosa ti da più fastidio di Roma?
Mi da fastidio quando Roma è sciatta, cioè quando non è consapevole
della sua bellezza. I romani, quelli veri che sono pochi, non sono
consapevoli di vivere in una città che è un gioiello enorme. Quindi
andrebbe più amata e tenuta un po’ più pulita. Questo è importante,
perché Roma ha il 70% di turismo e quindi vive molto di turismo. Se
togli questo Roma diventa una città normale.
In quale Roma del passato ti sarebbe piaciuto vivere?
Nella Roma degli antichi romani, non nell’ultimo periodo, perché fu un
decadimento, ma quello degli antichi romani, perché mi sarebbe piaciuto
vedere lo splendore di Roma, il trionfo di Roma, della romanità, e della
cultura romana.
Come vedi i romani pregi e difetti.
Il romano è pacioccone, è buono. Il romano ha il culto di essere
romano-romanesco. Però onestamente parlando il romano è dolce, è un
pezzo di pane.
Come vivi la Roma by night?
Non la vivo per niente, anche se abito esattamente a due passi dal
“Gilda” che è uno dei locali più frequentati di Roma. Non la vivo perché
non mi piace, non mi diverte, il locale notturno mi annoia e il
frastuono mi dà fastidio. Vado spesso al cinema, frequento tutti i
teatri, ma il by night dei locali, quelli proprio no.
Cosa ti manca di Roma quando sei via?
Questa bellezza estetica, questa bellezza assoluta, questa bellezza e
fascino che soltanto Roma ha.
Per un artista che cosa rappresenta Roma?
Rappresenta il punto d’arrivo, perché il cinema, il teatro si fa tutto a
Roma, tutto concentrato a Roma. Tutti gli artisti, se vogliono farcela,
partono da Napoli, da Milano, da Trento. Ma l’obiettivo è di venire a
Roma, perché Roma rappresenta appunto la TV, il cinema e il teatro. E’
il punto d’arrivo.