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Inventa un giardino

La cronaca di qualche giorno fa, forse l’ avrete letta, ha riportato una notizia che mi ha stimolato per la sua bellezza da sembrare una favola in questa vita caotica e qualche volta senza approfondimento sociale. Un pensionato avanti con l’età, ha novanta anni, ha iniziato tre anni fa, con il suo lavoro diretto ed a sue spese, a trasformare in giardino una discarica di cento metri per quattro in una strada di Roma nel quartiere Parioli. Questa notizia si presta a varie considerazioni, oltre alla tenerezza e la poesia che già esprime da se stessa. Intanto una persona che, a quella età, ha la voglia di prestare la sua opera a favore, trattandosi di un giardino,oltre che dei suoi occhi anche per quelli dei suoi concittadini nel pulire da solo una fetta di terreno nelle vicinanze della sua abitazione che, l’incuria di altri ,aveva trasformato in discarica. Quindi la mente che si proietta , con la voglia di fare, oltre quella età che è l’aspettativa di vita media, ed è pur vero che l’attività fisica e mentale ci porta a non abbassare mai la guardia, e che a Roma i centenari stanno aumentando a vista d’occhio e fra pochi anni le statistiche dicono che potrebbero esser più di duemila. La cosa riempie di gioia il sottoscritto che veleggia senza freni verso i settanta. La vita movimentata ed impegnata come stimolo a non mollare mai come base per durare a lungo e poi facendo riferimento non al “proprio orticello “, come è il caso dire in questa occasione, ma ad interessi più sociali e dedicati al prossimo, amici, concittadini conosciuti e non. I vicini di casa dell’anziano concittadino hanno gradito ed apprezzato l’impegno e per ringraziarlo, in occasione del suo compleanno, hanno organizzato una festa con riconoscimento formale e l’omaggio di un albero particolare, di quelli che durano nel tempo, da piantare nel giardino. Lasciatemi dire , è molto bello e poetico tutto ciò, in questo mondo così frettoloso e superficiale dove spesso non conosciamo neanche il nostro vicino di appartamento, un impegno così come si è dato il nostro anziano amico, è qualcosa di un'altra epoca e dovrebbe esser preso ad esempio da coloro che, ormai anziani o pensionati, non sanno come passare le giornate e come modello di impegno sociale e collettivo e di democrazia partecipata e solidale da parte di tanti concittadini che sembrano non considerare come propria la città in cui vivono. Io sono pensionato e mi avvio ad essere anziano,ma purtroppo non ho uno spazio da trasformare da discarica in giardino. Lo farei sicuramente e quante volte mi è venuto da pensare, passando per tanti piccoli giardini in piazze del quartiere non molto ben curate, perché il nostro comune non si fa promotore nel dare stimolo agli anziani, magari dei centri anziani cittadini, fornendo loro un supporto perché diventino i custodi dei giardini, offrendo il loro tempo come già fanno andando davanti all’ingresso delle scuole dei “ nipoti “ad aiutarli ad attraversare le strade trafficate difendendoli dalle auto che fagocitano le città.

massimo giacomozzi

 

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