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02.01.2009 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                          soggettive

La Befana vien di notte...

A Roma la Befana è una cosa piuttosto seria tanto che da circa cento anni, per un mese, c'è il mercatino a piazza Navona dove la festa culmina proprio la notte del 6 gennaio.

Ha ragione Enzo d'Alò (regista di cartoon, suoi "La freccia azzurra" e La gabbianella e il gatto) quando nota che i bambini italiani sono i più fortunati del mondo perchè oltre ai regali di Babbo Natale, ricevono anche quelli della Befana.

Se guardo indietro a quando ero bambina, devo dire che solo ad un certo punto ho cominciato a ricevere regali per Natale. i regali erano quelli della Befana e per noi figli di ferrovieri c'era la Befana con i regali ai figli dei dipendenti pianificati per età e sesso. Io aspettavo il regalo per eccellenza: a sei anni la bambola grande, quella con il vestito bello che mamma avrebbe messo seduta sul divano del salotto, quella con cui avrei giocato con prudenza ma che era mia.

 

Tutto considerato, devo dire che la Befana mi piace più di Babbo Natale, forse perchè è ambigua, perchè non è poi così rassicurante e irrimediabilmente buona; è vecchia, è un po' strega, cavalca la scopa e giudica fra bimbi buoni e cattivi.

La sua storia è più o meno nota. Il nome deriva da "epifania", cioè il giorno dell'arrivo dei Magi con i doni alla capanna del Bambinello; e dai doni dei magi, i doni ai bambini.

Ma pare che le origini della Befana, siano, come al solito, più antiche. Per esempio il fatto che sia una vecchia potrebbe avere a che fare con la tradizione di bruciare in piazza "la vecchia" per dare addio all'anno vecchio e salutare l'anno nuovo.

Ma ancora: la sua origine potrebbe discendere da tradizioni magiche precristiane dei Celti che per onorare le loro divinità, bruciavano grandi fantocci di vimini; divinità che non dovevano essere molto benigne, se è vero quanto riferiscono alcune fonti: all’interno dei fantocci capitava  che si legassero vittime sacrificali, animali e, talvolta, prigionieri di guerra. Insomma la befana “storica” è un personaggio molto meno rassicurante degli altri portatori di doni che tutti abbiamo conosciuto da bambini! Cattiveria da cui discende il carbone portato ai bimbi cattivi.


Ma le tradizioni si incrociano: ecco una scheda più che eloquente.

"Già gli antichi Romani celebravano l'inizio d'anno con feste in onore al dio Giano (e di qui il nome Januarius al primo mese dell'anno) e alla dea Strenia (e di qui la parola strenna come sinonimo di regalo). Queste feste erano chiamate le Sigillaria; ci si scambiavano auguri e doni in forma di statuette d'argilla, o di bronzo e perfino d'oro e d'argento. Queste statuette erano dette "sigilla", dal latino "sigillum", diminutivo di "signum", statua. Le Sigillaria erano attese soprattutto dai bambini che ricevevano in dono i loro sigilla (di solito di pasta dolce) in forma di bamboline e animaletti. Questa tradizione di doni e auguri si radicò così profondamente nella gente, che persino la Chiesa dovette tollerarla e adattarla alla sua dottrina.

 

In epoca medioevale, invece, si dava molta importanza al periodo compreso tra il Natale e il 6 gennaio, un periodo di dodici notti dove la notte dell'Epifania è anche chiamata la "Dodicesima notte". È un periodo molto delicato e critico per il calendario popolare, perché viene subito dopo la semina, ed è quindi, pieno di speranze e di aspettative per il raccolto futuro, da cui dipende la sopravvivenza nel nuovo anno. In quelle dodici notti il popolo contadino credeva di vedere volare sopra i campi appena seminati Diana, dea della luna e della fertilità, con un gruppo più o meno numeroso di donne, per rendere appunto fertili le campagne. Nelle credenze popolari del Medioevo Diana, nonostante la cristianizzazione, continuava ad essere venerata come tale, con il nome di Madre Natura, e la notte del 5 gennaio, stanca per aver donato tutte le sue energie durante l'anno, appariva sotto forma di una vecchia e benevola strega, che volava per i cieli con una scopa.

 

Nei secoli che vanno dal XIII al XVI la Befana non era ancora vista come persona, in compenso il 6 gennaio era la festa che celebrava la nascita del primo uomo, che secondo la tradizione biblica era stato creato nel sesto giorno, data che coincideva e ricorreva con il sesto giorno del nuovo anno. Nel tardo '500 si cominciò a parlare di Befane, come figure femminili che andavano in giro di notte apparendo all’improvviso (come un’epifania da cui Befania) per far paura ai bambini. Alla fine del '600 di quelle figure femminili ne restano due, una buona e una cattiva, una che portava doni e l’altra carbone, e la stessa Accademia della Crusca ne fa menzione nel 1688. Attualmente la storia più accreditata è una leggenda di origine russa: consultata dai Re Magi per trovare la strada giusta per la capanna di Gesù. La vecchia e povera donna stava pulendo casa e non volle accompagnarli a Betlemme, perché aveva troppo da fare. Il giorno dopo, terribilmente pentita, partì alla ricerca della capanna, ma non riuscì a trovarla perché era caduta troppa neve. Da quella notte, ogni anno, Babushka visita le case dei bambini e lascia a tutti un dono, sperando che tra loro si nasconda anche Gesù. Oltre che in Italia troviamo il culto della Befana in varie parti del mondo: dalla Persia alla Normandia, all’Africa del Nord dove riassume l’immagine della Dea antenata custode del focolare, luogo sacro della casa. E non è un caso se si serve, proprio dei camini, per introdurre l’allegria nelle case, svolazzando con la sua fantastica scopa."

 

E per finire, mi piace moltissimo la tradizione, vecchia e probabilmente dimenticata, di lasciare fuori dall'uscio o dalla finestra un mandarino e un bicchiere di vino per confortare la vecchia nel suo giro notturno. Al mattino si troverà l'impronta nera di carbone nel piatto vuoto. E i regali.

 


 J

 


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