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martedė 08 marzo 2011

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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La Carbonara

Gigi Magni, regista che ha il grandissimo merito, non mi stanco di ripeterlo, di aver reso note le vicende del Risorgimento a Roma, si č divertito per quasi tutta la sua carriera ad occuparsi della Roma papalina dell'800, lavorando praticamente in tutti i film con quel grandissimo attore che č Nino Manfredi.

Ma Gigi Magni si č anche divertito ad andare avanti e indietro nel tempo, seguendo giustamente la sua personale ispirazione e non la cronologia degli eventi; proprio perchč non ha mai avuto intenzione di fare un opera seriale sull'800 romano.

E quindi, per esempio, "Nell'anno del Signore" girato nel 1969 racconta di vicende accadute nel 1825 esattamente come "La Carbonara" che invece č stato girato nel 2000.

Altri tempi, altro spirito, altre location.

Poche location romane, effettivamente, il film č ambientato "fuori porta" in una zona sul confine settentrionale, presumibilmente sulla via Cassia da dove arrivavano i viaggiatori dal nord e quindi i protagonisti del film.

Una osteria fuori porta, forse nel viterbese, quindi, ma l'atmosfera, la vegetazione, la lingua, tutto ci fa pensare che in realtā Magni la locanda con osteria della bella Carbonara, l'abbia pensata appena fuori da quella che č la Roma attuale, forse a Tomba di Nerone. A me l'ambiente ricorda l'Insugherata, il parco a nord di Roma che comincia da via Trionfale e va su fino a S. Maria di Galeria: macchia odorosa, forre, cavalli... li ritroveremo anche in un altro film di Magni.

 

Molta natura ma anche tanta ricostruzione, tanti scorci di abbeveratoio adorni di rampicanti, tanti angoli di paesetti, tanta scenografia che sembra uscita dagli acquarelli dei viaggiatori nord europei dell'epoca.

Chissā, forse nella necessitā di ricostruire piuttosto che mascherare l'esistente, Magni si č davvero divertito a ridarci vecchi profumi di storia.

 

Purtroppo youtube non regala troppe cose su questo film, il minimo indispensabile per apprezzare Lucrezia Lante della Rovere e Valerio Mastandrea. Su Nino Manfredi č inutile sprecare parole.

 

 

 

 


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