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lunedì 21 maggio 2012

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                           fuori porta

Ladispoli
Facile. Si prende il treno a Termini o a Tuscolana, o a Ostiense, o a Trastevere o a San Pietro e dopo una ventina di minuti si scende a Ladispoli.

La strada per il mare è quella davanti alla stazione, sempre dritto per poche centinaia di metri. Si arriva su un piazzale, Piazza dei Caduti di tutte le Guerre dove c’è quello che io chiamo il monumento alla nave: uno scheletro di carena stilizzato bello ma tanto strano perché Ladispoli, come tutto il litorale nord di Roma, non mi sembra abbia particolari tradizioni marinare.

E d'altra parte perchè dovrebbe? E' nata negli anni 30 come località balneare e lo raccontano i villini che sono riusciti a sopravvivere alla furia modernizzatrice dei geometri anni 60 e seguito.

 

A proposito di villini: andando verso nord, verso il bel ponte pedonale in legno sul Fosso Vaccina, c'è una casa adesso piuttosto malandata dove al piano terra c'era un meccanico: è la casa dove ha abitato Roberto Rossellini con la sua prima moglie, prima della guerra, prima del neorealismo; era la casa di una zia che aveva voluto ospitare i giovani sposi squattrinati. All'epoca la casa affacciava sul mare (in anni recenti è stata costruita una nuova fila di palazzi a coprire la vista) e fu proprio sul terrazzo che Roberto Rossellini sistemò l'acquario con i pesci che gli serviva per girare nel 1939  un breve film pubblicitario per la Genepesca. I pescatori gli portavano pesci vivi che, finite le riprese, la sera, finivano in padella.

 

Ma torniamo a Piazza dei Caduti.
Da qui parte un lungomare con un muretto e sul muretto tanti accessi alla spiaggia tra uno stabilimento e l’altro perché la legge dice che la spiaggia deve essere divisa a metà fra pubblico e privato e il bagnasciuga libero per tutti.
Andando verso nord c’è un molo, poi altra spiaggia e in fondo, tentatrice, la Torre Flavia, meta dei mille passi del mio amico Claudio che la raggiunge da Cerenova.
Se l’avete raggiunta da Ladispoli (ma come si fa a resistere?), vale la pena, a questo punto di proseguire fino a Cerenova, risalire verso la ferrovia a Campo di Mare, fermarsi al primo baretto o a quello della stazione, bere una birra e riprendere il treno per Roma.
Costo della gita bibita compresa, circa sette euro. Se poi la bibita ve la siete portata da casa, anche meno.

 

Felice passeggiata

 

angela :)

 

 

 

 

 

ps - qualche tempo fa proprio Claudio ha scritto per "la Voce" un divertentissimo articolo a proposito di Torre Flavia.
 


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