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28.06.2009 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                  c'era una volta

“Pare che tutte le stelle del cielo caschino in terra” così si diceva nel 1579 parlando della Girandola di Castel Sant’Angelo.

Appuntamento stasera, 28 giugno 2009, ore 21 a Castel S. Angelo

Ma cos’era la Girandola?

 

La “Girandola” di Castel Sant’Angelo fu introdotta per la prima volta nel 1481 per celebrare il Pontificato di Sisto IV, un fuoco d’artificio studiato nei disegni da Michelangelo Buonarroti e poi perfezionato dal cavalier Bernini, grande architetto napoletano che si ispirò per il suo lavoro alle eruzioni del vulcano Stromboli. Da allora, questo evento straordinario fu riproposto ogni anno a Pasqua, per l’incoronazione dei papi, per i loro compleanni, per l’arrivo dei principi e in occasione della festa dei santi Pietro e Paolo.

La suggestiva “Girandola” di Castel Sant’Angelo, caleidoscopio di luci, spari, mortaretti, colpi di cannone e fuochi d’artificio, è uno dei più entusiasmanti eventi pirotecnici di cui la capitale è stata teatro. Il Piranesi le diede notorietà in una serie di incisioni, il poeta romano Gioacchino Belli dedicò un sonetto “la Girandola der 34” e persino Charles Dickens descrisse l’avvenimento. La Girandola ha richiamato spettatori da tutta Europa rimanendo un punto d’attrazione per i visitatori in Italia fino al 1861, quando misteriosamente non fu più proposta, per cause ignote, forse da ricercare nell’improvvisa morte di chi ne doveva continuare la tradizione, che pare scomparisse senza lasciare istruzioni specifiche.

La cerimonia legata alla girandola poteva durare circa un'ora e mezza: verso l'una di notte si accendevano piccoli fuochi e varie luci, e per mezz'ora si susseguivano esplosioni di mortaretti. Poi l'artiglieria procedeva con una serie di colpi di cannone (che potevano andare dai 60 colpi del 28 giugno, agli 80 in occasione della visita di un re straniero, fino ai 100 che celebravano l'elezione del papa). Infine, si assisteva alla Girandola vera e propria.

Da racconti, osservazioni e disegni degli architetti e dagli appunti dei “mastri del fuoco” di allora, si è riusciti ad arrivare a conclusioni attendibili sulla complessa struttura pirotecnica allora allestita. Molti scienziati e chimici si sfidarono in quest’arte che non era affidata a semplici artigiani né a personaggi occasionali, ma presupponeva uno studio accurato delle miscele, un’alchimia di materiali in perfetto equilibrio, dove ad ogni piccola variazione corrispondeva un diverso effetto.

Sarebbe dunque riduttivo definire la Girandola semplice fuoco d’artificio. Questo grandioso spettacolo pirotecnico era ottenuto grazie a enormi macchinari sistemati sulla sommità del Castello: attraverso l'accensione di razzi, bengala ed altri fuochi artificiali si generavano disegni fantastici, che avvolgevano il castello. Al disegno delle macchine per le girandole di Castel Sant' Angelo si applicarono i più grandi artisti del tempo: da Michelangelo al Bernini, da Vanvitelli al Fuga. Era un vanto da mostrare all’intera Europa per l’ingegno, l’architettura e i colori che i “mastri” addetti segretamente e sotto giuramento si tramandavano nel tempo.

Grazie ad approfondite e minuziose ricerche d’archivio viene restituito a Roma uno dei grandi momenti storici della tradizione popolare, in cui gusto, storia e tecnologia si fondono in un’unica forma. Oggi si è in grado di riproporre questa “Maraviglia” del tempo, dopo aver eseguito uno studio metodico su manuali e trattati di tutto il mondo che hanno consentito di elaborare e ottenere miscele ormai dimenticate e riscoprire componenti sconosciuti.


CS

 


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