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23.03.2007 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                            la città del cinema

 

La Musica attraverso la Luce: il nuovo libro della A.I.C.

Sono loro, quelli della sigla che appare quasi sempre nei titoli dei film accanto al nome del direttore della fotografia e stasera hanno presentato il nuovo volume che racconta il cinema visto dai direttori della fotografia. Perchè, se il cinema è un prodotto collettivo, se, come ricordano, il film è una cosa diretta da uno (il regista) ma che si fa insieme, allora esistono relazioni fra tutti quelli che il il film lo fanno.

E sono relazioni non solo sul piano concettuale o teorico, ma relazioni tangibili, momenti in cui un musicista, per esempio, come ha raccontato stasera, Vittorio Storaro, può ritrovarsi a scrivere guardando le immagini o in cui i proiettori si muovono al tempo della colonna sonora.

Il libro parla di questo.

Per questa presentazione hanno scelto una sede "nuova" rispetto a quella consolidata della Casa del Cinema, ma giusta: la sede della A.I.C. a Cinecittà, dentro gli stabilimenti. Sede forse un po' più faticosa da raggiungere, ma sede che è anche Museo della Fotografia cinematografica, un posto dove ci sono le cineprese che hanno fatto la storia del cinema e dove ci sono le persone che possono raccontarle (le macchine) e raccontarla (la storia).

Raccontare, d'altra parte,  credo  sia la parola chiave di questa presentazione: Storaro, Girometti, Tovoli e altri ancora raccontano: raccontano la loro esperienza, le loro storie, le cose che sono successe su questo o su quell'altro set e che, di esperienza in esperienza, li hanno portati a inventare nuovi metodi e nello stesso tempo a scoprire che c'era sempre un modo nuovo e giusto per quel film di fare la loro professione.

E le loro storie diventano la Storia del cinema.

E quello che incanta è la semplicità del loro linguaggio, del loro approccio: sono grandi che in quanto tali hanno raggiunto la semplicità e sanno parlare a tutti. E in più questi pluripremiati per averci fatto sognare, sono "semplicemente" gente che lavora nel cinema, artisti che hanno a che fare con la tecnica.

Come ha detto Roberto Girometti: "al festival della matematica ho sentito John Nash dire che la matematica è arte. Dall'altra parte ho sentito un signore di nome Picasso dire che l'arte al 75% è tecnica, il resto è pensiero. Io sono un tecnico e quindi mi sento contento".

 

ac :)

 

ps - in copertina la foto di un film che Fellini non ha mai fatto "Il viaggio di Mastrota"

 


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