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17.08.2009 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                  c'era una volta

La Purfina

A Roma se la ricordano in pochi.

A raccontarlo adesso, in tempi di attenzione, vera o solo dichiarata, alla salute e agli impatti ambientali, sembra incredibile eppure fino ai primi anni '70 fra via Portuense e via Maiorana, appena dietro la stazione di Trastevere, c'era una raffineria di petrolio, la Purfina. Una raffineria esattamente come ce l'immaginiamo, con la ciminiera e la fiamma alta, perenne, e il fumo e l'odore.

 

Sul come mai in un posto che adesso consideriamo quasi Monteverde ci fosse una raffineria, occorre fare uno sforzo di immaginazione e un po' di storia della nostra città

Intanto bisogna pensare che intorno alla metà dell'800 Roma coincideva grosso modo con il cerchio delle Mura Aureliane. Anche se c'era stato qualche accenno di industria nel sonnacchioso Stato Pontificio, il vero impulso, come è immaginabile, avvenne con l'Unità d'Italia e l'arrivo dei Piemontesi che industrializzati si erano già.

Il piano regolatore del 1873 individuò nella zona Ostiense, l'area per lo sviluppo industriale della nuova capitale d'Italia: vennero costruiti il Mattatoio e i Mercati Generali e i quartieri operai di Testaccio e Ostiense.

D'altra parte non bisogna dimenticare che la zona dell'Emporio e di via Marmorata era zona commerciale già dai tempi dei romani, che il fiume era navigabile, che le merci risalivano la corrente su battelli a vapore già dal 1842 e raggiungevano il porto di Ripa Grande a Porta Portese.

Ma il grande impulso all'industrializzazione della zona Ostiense e Portuense ci fu con la ferrovia. Nel 1859 era stata aperta la Roma-Civitavecchia con capolinea alla stazione di Porta Portese che nel 1863 con la costruzione del ponte dell'Industria (oggi veicolare, sostituito con il ponte accanto), fu collegata alla stazione Termini.

Alla fine dell'800 anche di là dal fiume, nella zona dove adesso c'è piazzale della Radio, sorgevano le prime industrie chimiche che lavoravano gli scarti del mattatoio. Negli anni '20 qui c'è la Mira Lanza, una delle più importanti fabbrica di saponi d'Italia.

Nei primi anni '50 venne costruita la Purfina, fra la costernazione e le proteste degli abitanti del quartiere che nel frattempo si era popolato e non era solo un quartiere operaio.

 

Dopo varie proteste e interrogazioni, negli anni '70la Purfina venne finalmente demolita e andò a finire sull'Aurelia verso Malagrotta, è quella che si vede dal treno per Ladispoli (linea per Pisa) appena passate le gallerie dopo la stazione Aurelia e se ci si passa col buio si notano le fiamme sempre accese.

Il terreno venne in parte destinato ad abitazioni e furono i palazzoni a nove-dieci piani che per un po' si chiamarono "l'isola" perchè isolati fra via Portuense, via Maiorana e la ferrovia. Ma si chiamarono anche "ex-purfina" almeno fino al 2002, quando il Municipio pensò di coniare "Nuovo Trastevere", nome però che non ha attecchito affatto. ll risultato è un pezzo di città senza nome perchè non è nemmeno "Marconi" che sta più in là ed è nato prima..

Per molto tempo su parte del terreno restante rimasero le pipeline alte quanto un uomo, arrugginite e percorse da grossi topi; poi vennero  finalmente rimosse e lo spazio bonificato è diventato il parco giochi Gianni Rodari.

E per finire, nell'area già mentre si costruiva la Purfina, si era trovati reperti importanti reperti archeologici, ritrovamenti che sono continuati con l'edificazione dei palazzi. La valorizzazione, come si capisce, è molto problematica; basti dire che la Cava Romana a via Belluzzo è  su proprietà privata, non è visitabile, non è visibile da strada.

 

Ma la cosa più strana è che della Purfina ci sono pochissime foto, per la precisione solo tre.

Un pezzo di storia che evidentemente, data la puzza, tutti hanno voluto dimenticare.

 

ac:)

 


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