22.05.2009
soggettive
La
notte dei musei 2009
Giunta alla quarta edizione, anche quest'anno è stata organizzata e realizzata la “Notte dei Musei”, ovvero l'apertura straordinaria di svariati musei/mostre/siti archeologici su tutto il territorio nazionale in collaborazione con il Ministero dei Beni Culturali.
Non voglio essere il solito critico, ma essendo già stato scottato dalla scarsa qualità di altre iniziative del Ministero, mi sono accinto a partecipare all'evento con non pochi dubbi. Ed ho pensato a lungo a quali, tra le tante iniziative, partecipare. Alla fine, più per una questione logistica (c'erano ben 5 eventi intorno all'area prospiciente Piazza Venezia) la prima scelta è caduta sui Mercati Traianei e lo spettacolo “Le dee e l'acqua”. Ed è stato uno stupore davvero imprevisto.
Non ero mai stato all'interno dei Mercati e non avevo idea della loro imponenza, sia in verticale, sia in orizzontale. E' un sito magnifico ed immenso, che verrebbe voglia di esplorare in ogni minimo dettaglio. Ma, quella sera, l'evento clou era un altro e non lo si poteva perdere. Uno spettacolo in cui, tra musica, danza, recitazione e narrazione, si è parlato del legame della Roma (antica e non) con l'acqua e con le sue antiche divinità. Dalla storia di Enea (citato l'inizio della somma opera virgiliana), alla presentazione di Giunone, Venere, delle Ninfe, delle Naiadi, alla leggenda magnifica e commovente di Re Numa Pompilio e della Ninfa Egeria (vabbè, non sono imparziale: anni fa credo di essere stato uno degli ultimi romani ad aver avuto il privilegio di entrare nell'antico Ninfeo di Egeria e bere l'acqua di fonte che ivi sgorga: oggi è visibile all'interno del Parco della Caffarella, ma non raggiungibile), alle parole modernissime di Quinto Marcio Rex, il console che costruì il più famoso acquedotto di Roma, ancora oggi funzionante (lo sapevate che l'Acqua Marcia alimenta la Fontana di Trevi?), è stato tutto un susseguirsi di emozioni ben descritte dalla presentatrice Paola Saluzzi, recitate da ottimi Vanessa Gravina ed Edoardo Siravo, ballato dai ballerini dell'Accademia di Torino e suonato da un magnifico quartetto d'archi e pianoforte. Insomma, un'ora di bellezza nonostante una logistica non perfetta (tutti in piedi a cercare di vedere qualcosa e, all'inizio, col disturbo di coloro che si erano seduti in fondo all'area e pretendevano rumorosamente che anche le altre persone si accomodassero sui ciottoli romani).
Alla fine, dopo un sano spuntino, un salto alla Crypta Balbi, senza, però, riuscire a raggiungere i sotterranei per la troppa fila. Il museo superiore è interessante, è vero, ma non alle 11:30 di notte, quando l'attenzione scema e la capacità di concentrazione crolla al lumicino. Come diceva qualcuno davanti a noi nella fila, queste iniziative dovrebbero essere ripetute almeno ogni mese, perché una volta all'anno genera file, ritardi e stanchezze e non si riescono ad apprezzare al meglio le bellezze che si ammirano.
In sintesi, tuttavia, non posso che ricordare con piacere tale iniziativa, e non solo per la splendida compagnia che ha vissuto con me tale iniziativa. Non vedo l'ora che passi un anno e si riproponga la quinta edizione...
Flavio