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domenica 24 giugno 2012

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Via della Vite

Non ho molti ricordi di Via della Vite, è una di quelle strade che ho fatto distrattamente chissà quante volte per passare andare verso il Corso o il contrario senza incrociare le folle di Via Condotti e Piazza di Spagna.

Per essere precisi, ho solo un ricordo che risale a moltissimi anni fa, quando in un certo palazzetto situato verso le metà della strada, a sinistra venendo dal Corso, c'era la sede della FGCI, la storica Federazione dei Giovani Comunisti Italiani.

 

Per saperne di più

e prego notare i nomi dei segretari nazionali: Enrico Berlinguer, Achille Occhetto, Massimo D'Alema.... Infatti in quegli anni si scherzava e anche molto sul fatto che se uno era segretario della FGCI prima o poi sarebbe diventato il segretario del Partito (con la P maiuscola).

All'epoca io non vivevo ancora  a Roma ma ci venivo anche per questioni di politica; quella volta ero venuta con Claudia, più giovane di me e che era ancora nell'organizzazione giovanile ed era pure un "pezzetto grosso" perchè mi sembra facesse parte del direttivo nazionale

Andava a prendere dei materiali a Via della Vite e mi chiese di accompagnarla: alla sede nazionale. lungo la strada me ne parlava come di un luogo con una sorta di sacralità. Tenera Claudia.

Il palazzo di Via della Vite, le sacre stanze, i mistici corridoi, confesso, non mi fecero nessun effetto: ero di quei "giovinastri" fino ad un paio d'anni prima più a sinistra del PCI che consideravano i giovani comunisti alla stessa stregua di quelli dell'azione cattolica, cioè perbenini, pefettini intellettualini... insomma, nessuna di noi ragazze femministe si sarebbe, diciamo così, innamorata di uno di loro.

Personalmente, parlando di comunisti, sentivo solo il fascino del Partito (sempre con la P maiuscola), di cui avevo preso la tessera da un paio d'anni e di lì a qualche mese sarei andata a Botteghe Oscure, anche io per riunioni, materiali... e lì sì che avrei sentito la sacralità del posto. Ma quel pomeriggio Via della Vite francamente non mi diede emozione alcuna, specialmente considerando che aveva appena smesso di essere segretario Massimo D'Alema (per il quale non ho mai avuto simpatia) ed era stato nominato Marco Fumagalli, un milanese biondo che capisco potesse piacere a Claudia. Tenera Claudia... che storie...

 

 

 

 

and all together...

 

angela :)


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