lunedì 20 febbraio 2012
percorsi
Piazza di Spagna
La prima volta deve essere stata per forza a sedici anni, quell'estate che venni con mammà a trovare la zia Pina che abitava a Largo dei Colli Albani, tanto fiera di essere a Roma mentre le altre sorelle erano rimaste in provincia, mia madre, la più sfortunata, addirittura nel meridione e vedova.
Quanto era fiera di tutto zia Pina: di Roma, del marito bellissimo, dei figli perfetti, bravi a scuola, bravi all'università, bravi in famiglia, bellissimi...
Francesca, la seconda figlia, era quella più vicina a me come età, due anni di meno. A ripensarla adesso, non so quanto fosse davvero "bellissima" e non so quanto in fondo si sentisse tale. Certo era bionda come la madre, era alta, gambe lunghe, magra... aveva una andatura dinoccolata e, hi hi, parlava un po' trascinandosi, come Lisa dei Simpson. Teneva molto al suo aspetto perchè, diceva, voleva essere bella per il ragazzo di cui si sarebbe presto innamorata; il suo mito era Daria Schuman Halprin, la ragazza di Zabriskie Point.
Non so con quanto entusiasmo ma in quella mia settimana romana mi fece da cicerone e con lei andai anche a piazza di Spagna.
All'epoca, era il 1970, i ragazzi avevano da poco scoperto il piacere dissacratorio di sedersi sulle gradinate e a guardarla da Via Condotti, Trinità dei Monti era tutto un colore. Eh sì, all'epoca vestivamo colorato, eravamo figli dei fiori, contestatori, grigio-blu-marrone-nero-beige... li lasciavamo ai vecchi-barbosi-antiquati-matusalemme.
Non si è più smesso di sedersi sulla scalinata ma, anni dopo, mi sono accorta che il colore era scomparso, i ragazzi hanno tutti giacche nere... peccato.
Piazza di Spagna ...
Ci passavo tutte le mattine per andare al mio studio in Via Veneto, prendevo il sottopassaggio verso Villa Borghese aperto relativamente da poco, tutti ci sentivamo un po' nedwyorkesi: scale mobili, tapis roulant, il centro commerciale, il parcheggio, la musica... Non ho mai capito se si faccia davvero prima o sia meno faticoso, secondo me fa "città moderna" ed è sicuramente utile quando piove perchè per il resto è infinitamente più bello arrivare a Via Veneto dal Pincio, da Via Crispi, dal Tritone...
Piazza di Spagna...
Il ricordo più strano e forte è sicuramente quello della seconda Notte Bianca, quando ci arrivai con il gruppo dei giornalisti insieme all'allora sindaco Veltroni: le navette-stampa ci lasciarono a Via Sistina e tutti insieme prendemmo la scalinata in discesa per arrivare alla Barcaccia dove "non" abbiamo visto lo spettacolo. O meglio, IO non l'ho visto perchè... uffa... sono sempre tutti più alti di me (sì, vabbhè, non è difficile).
i disegni sono di Marcella Morlacchi
angela :)