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domenica 25 dicembre 2011

           

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Via Condotti

In realtà si chiama Via dei Condotti e questo fa capire l'origine del nome: nel XVI secolo papa Gregorio XIII fece passare da qui le condutture dell'Acqua Vergine derivandole dal "bottino" (il serbatoio) del Pincio. Il bottino da ancora il nome ad un vicolo nei paraggi. L'Acqua Vergine doveva servire la parte bassa del Campo Marzio. Al di là di Via del Corso, infatti il tracciato prosegue rettilineo e prende il nome di Via della Fontanella Borghese.

 

Via Condotti è la dimostrazione che una strada per essere famosa non è detto debba essere grande. Ma questo in Italia e in particolare a Roma, è abbastanza normale.

Via Condotti è la strada dei famosi gioiellieri, delle griffe della moda ma anche dell'Antico Caffè Greco, fondato nel 1760, uno dei caffè storici famosi in tutto il mondo insieme al Florian di Venezia

 

Deve il suo nome al fatto che il fondatore, Nicola della Maddalena, fosse levantino. La fama è dovuta al fatto che è stato e in parte lo è ancora, meta di artisti e intellettuali. La lista (parziale) lo racconta bene: Vitaliano Brancati, Gabriele d'Annunzio, Massimo d'Azeglio, Ennio Flaiano, Mariano Fortuny, Renato Guttuso (che lo ha ritratto in uno dei suoi più celebri dipinti), Giacomo Leopardi, Carlo Levi, Felix Mendelssohn, Lea Padovani, Aldo Palazzeschi, Cesare Pascarella, Andrea Pazienza, Sandro Penna, Goffredo Petrassi, Arthur Schopenhauer, Stendhal, Richard Wagner, Orson Welles. E anche Buffalo Bill, chi l'avrebbe mai detto...

 

Io ho "conosciuto" il Caffè Greco perchè è uno dei luoghi de "Il segno del comando", mitico sceneggiato televisivo del 1971, dove il protagonista, che sta iniziando il suo percorso misterico, scopre da una delle nuove stampe, di essere il sosia di un pittore dell'800.

Lo sceneggiato lo racconta bene: collezione di stampe, aria da ritrovo letterario, arredi d'epoca...

Appena ho potuto ci sono andata e confesso che ci torno sempre con moltissimo piacere.

 

Superfluo sottolineare la scenografia di Via Condotti: la scalinata di Trinità dei Monti che in primavera si copre di azalee. La conosciamo tutti ma forse in pochi sanno che quando Alessandro Specchi nel 1705 ebbe da papa Clemente XI l'incarico di costruire il Porto di Ripetta, poichè la collocazione era alla fine di Via della Fontanella Borghese e quindi in asse con la scalinata di Trinità dei Monti, trovò giusto riprendere il gioco barocco celle scalinate e fece quella meraviglia che purtroppo la costruzione (necessaria) dei muraglioni del lungotevere ha dovuto sacrificare. Il porto di Ripetta è stato demolito alla fine dell'800.

 

Ma torniamo a Via Condotti.

 

 

 

Ed ecco la versione per iPad

Buona passeggiata.

angela :)

 

 

i disegni sono di Marcella Morlacchi


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