domenica 05 febbraio 2012
percorsi
Via Ripetta
Eh... quante storie a via Ripetta.
Intanto mi fa tenerezza vedere questo rilievo di Marcella Morlacchi che risale a tanti tanti anni fa: non c'era ancora la (bellissima) teca di Richard Meier e l'Ara Pacis era ancora nella teca precedente realizzata durante il ventennio fascista.
All'epoca del rilievo abitavo dalle parti di Ponte Milvio, la pedonalizzazione delle strade del centro di Roma non se la sognava nessuno e dall'Ara Pacis ci passavo in macchina. Non ci sono mai andata, mi passava di lato.
Per vedere l'Ara Pacis da vicino c'è voluta la teca dell'architetto americano, mi ricordo la visita al cantiere, da giornalista, col sindaco Veltroni e poi l'apertura e quella sensazione di essere sopra-dentro una nave. E poi la piazza che si è creata davanti, tutte le volte che mi sono seduta al sole a leggere col rumore dell'acqua della fontana-muro.
E poi a via Ripetta ci fu un periodo che frequentavo i negozi di articoli per il disegno: stanno lì "pè via" della vicinanza del liceo artistico e dell'Accademia di Belle Arti; io ci andavo per prendere colori, acquarelli e tempere perchè disegnavo e decoravo a mano carta da lettere. Dentro c'è quell'inconfondibile odore di cartoleria...
E poi in fondo il caffè Rosati, dove ho incontrato Gianni Morandi pochi giorni dopo essere venuta ad abitare a Roma ma la cosa non mi stupì e non mi emozionò più di tanto: gli anni della politica mi avevano abituata alla vicinanza, a volte alla confidenza, con "le persone importanti".
Da Rosati... il migliore spritz di Roma, grande barman.
E poi la libreria di Ripetta di Urbano Stride che aveva lasciato dopo oltre vent'anni la direzione di Rinascita a Botteghe Oscure e tutti noi "ragazzi" che nel frattempo eravamo diventati grandi, che avevamo lavorato con lui in libreria o agli stand dell'Estate Romana lo abbiamo seguito a via di Ripetta, come amici e come clienti; in libreria da Urbano a mezzogiorno veniva a prendere l'aperitivo Vittorio Gassman, si sedeva in fondo, silenzioso e schivo e autorevolissimo. Proprio alla libreria di Urbano, a cavallo del 2000, quando venne restaurata piazza del Popolo, feci una mostra, "Mutazioni e permanenze", un percorso grafico e fotografico, che raccontava la piazza da quando era uno sterrato; fu il primo lavoro "digitale", fatto con l'ausilio del computer che avevo appena comprato.
E poi a Via di Ripetta Pizza Re, finalmente la vera pizza napoletana, soffice e alta. Ci sono andata una sera a cena proprio con Urbano e poi ci ho portato amici e ci ho fatto anche una festa di compleanno.
E infine sempre la sensazione che la Chiesa degli Artisti, una delle chiese gemelle di Piazza del Popolo che "apre" via Ripetta, pensando al punto di vista della Pianta di Roma di Tempesta (anche se all'epoca la chiesa non esisteva ancora - vedi il particolare), sia la trasposizione romana della Chiesa della Salute a Venezia, in testata verso "qualcosa"; tanto forte come immagine che una notte, nel periodo che facevo la pendolare fra Roma e Venezia, sognai che Roma si allagava e la chiesa diventava davvero come la punta della Dogana.
E questa è la versione per iPad
Buona passeggiata.
angela